di Christian Raimo

Ieri ho scritto un pezzo per Internazionale sulle reazioni a quello che sta accadendo in Grecia. Trovavo incredibile che non ci fosse in Italia una solidarietà spontanea e diffusa, come che non ci fosse nei media mainstream un’informazione che mostrasse che la crisi attuale è dovuta a un Eurogruppo che vuole continuare prestare soldi alla Grecia solo in condizioni recessive, non consentendo mai la possibilità di una nuova crescita e di fatto spingendo il paese verso il default.
Finivo il pezzo con una serie di domande che erano retoriche ma fino a un certo punto.

“Perché non ci sembra che questa sia una fondamentale battaglia democratica? Perché non siamo allibiti e furiosi di fronte a un’oligarchia che chiede la demolizione dei diritti sociali e del welfare di un paese? Perché non ci indigniamo di fronte agli articoli che spiegano come cautelarci per le nostre vacanze se abbiamo prenotato quindici giorni a Mykonos? Perché non troviamo rivoltanti copertine come questa che titolano “Case da comprare e vacanze di lusso: le occasioni di un paese in saldo”? Perché non occupiamo la sede dell’Unione europea, come hanno fatto qualche giorno fa, come gesto di solidarietà, attivisti e sindacalisti a Dublino?

La decisione della corte suprema degli Stati Uniti di legalizzare i matrimoni omosessuali ci ha toccato come se fossimo parte di un’unica grande nazione planetaria. Perché invece l’umiliazione dei greci e il rischio di una crisi spaventosa non sembrano riguardarci? Perché non scendiamo in piazza? Perché non sentiamo che quel referendum è un’ultima tragica scelta anche nostra, tra due idee di Europa? Perché non ci battiamo per costruire un’Europa che non sia solo l’espressione di un trattato economico? Cosa vorremmo succedesse nel resto d’Europa se fossimo noi nella situazione del popolo greco? Perché non ci ritroviamo davanti alle ambasciate e ai consolati greci?”

In questi giorni una mobilitazione, pure se debole, si sta organizzando. Si è lanciata un’intera settimana di manifestazioni, c’è una petizione europea che si può firmare qui.

Ma la politica italiana continua a essere cinica, e i media italiani continuano a dare conto crisi greca in modo liquidatorio se non sarcastico.
Ieri nel suo inglese che per eufemismo definirei spigoloso, Matteo Renzi twittava: “The point is: greek referendum won’t be a derby EU Commission vs Tsipras, but euro vs dracma. This is the choice”. Pochi mesi fa faceva battutine cameratesche a Tsipras.

Insomma, oggi pensavo che mi piacerebbe che le persone normali, anche senza organizzazione, di fronte alle immagini greche delle banche chiuse e delle file ai bancomat, del razionamento del cibo e dei trasporti d’emergenza, provassero un moto di solidarietà – un’idea di cosa vuol dire essere europei che va davvero al di là dei trattati economici.
Per questo oggi ho deciso che alle 17 di oggi pomeriggio vado davanti all’ambasciata greca, in viale Gioacchino Rossini, a Roma. Senza bandiere di organizzazioni, senza bandiere greche, solo con un paio di libri in mano, Zorba il greco Nikos Kazantzakis e Per la pace perpetua di Immanuel Kant.

Anche se dovessi essere da solo, penso che sarò nel posto giusto.

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15 commenti

  1. Domande: perché?…..perché?…..perché?……perché?…….
    Risposta valida per tutte: perché le nostre palle sono ormai stropicciate e la vita stessa c’è venuta a noia.
    P.S.: Aspetto trepidante le solite cazzate di SoloUnaTraccia.

  2. Al di là di ogni considerazione sull’asse europa- Grecia, Trovo davvero scandaloso come Tsipras abbia scelto la via del pieno populismo chiedendo ai greci di decidere con un referendum.
    Questa è l’idea di democrazia e di sinistra? Non sapendo cosa fare e non volendo assumersi alcuna responsabilità su scelte difficili, certo, si demanda al popolo. Cosa sacrosanta su temi etico, morali, ma su un argomento così complicato e “specialistico” davvero non ha senso. E se è stata una mossa ricatto, vale comunque lo stesso discorso.
    Tsipras è l’ennesima scommessa persa. E soprattutto chi è di sinistra dovrebbe ammetterlo.

  3. Seguo da poco Christian Raimo ma mi sento incredibilmente d’accordo su tutto quanto scrive. Ho 58 anni, ho fatto tante lotte, mi sento indignato per quanto sta accadendo alla Grecia e per quanto cinica e vaga sia la “disinformazione” italiana.
    Purtroppo ha ragione Asor Rosa quando dice che non c’è più traccia di popolo, ormai il soggetto politico è diventato “massa” e questo è a causa del liberismo e dell’abbandono di ogni ideologia.
    Bisogna riprendersi la propria dignità e ricominciare a lottare, anche se questo significa andare da solo in viale Rossini con due libri in mano davanti all’ambasciata greca.
    Io non potrò esserci, anche per distanza (vivo a Giulianova) ma “sono con te Christian”
    germano

  4. Grecia: Tsipras vince il referendum, non rimborsa i denari in scadenza, si autofinanzia la spesa pubblica con le rate scadute e non rimborsate, non esce dall’euro perché nessuno può cacciarla. A meno che la UE non faccia come la Ford fece con la Fiat: finanzia la Grecia per una sua rinuncia alla UE e di fatto azzera il debito greco con i paesi dell’unione.

  5. Vivono sulle spese altrui. Noi paghiamo non solo il loro debito passato ma anche il loro debito corrente, amministrazione pubblica etc. Attualmente non è un paese sostenibile, anche se il debito “passato” fosse zero.

    Ora, non soltanto che paghiamo il loro vivere, ma, attenzione, non pretendono una vita qualsiasi! pretendono una vita bella!

    Un cittadino Italiano che paga 22% iva (per il pane quotidiano) e che va in pensione a 66 anni, deve finanziare i Greci che non possono rinunciare ad un iva dai 6-13% (raramente tocca 23%) che può andare in pensione anticipata a 57 anni e che ha l’iva sulle isole fissa a 9% (con tutte le possibilità di evasione, indovina un po dove vanno a comprarsi a macchina?).

    E guai se gli chiediamo di adeguarsi alla loro realtà ed a vivere a condizioni “crudeli” quanto tutti gli altri!

    Solidarietà? Per estorcere più soldi e condizioni favorevoli, uno stato privilegiato in Europa, non si fanno scrupoli a mandare in aria tutto il sistema economico Europeo.

    CI prendono per il culo, tutti quanti, almeno da dieci anni da queste parti. Riscattano l’Europa e l’Euro: o ci date più soldi o facciamo naufragare tutti con la nostra uscita! Giocano poker molto rischioso.
    Apparentemente non sono abbastanza maturi per fare parte dell’Euro. E molto probabilmente staremmo meglio noi Europei senza la Grecia, e probabilmente anche la Grecia starà meglio con la drachma. I vertici Europei se ne rendono conto di questo.

  6. Sapete qual è la situazione tragica? Dover scegliere se stare dalla parte di un’Europa fondata sul selvaggio capitale internazionale e sulla finanza o dalla parte di un “popolo” (o forse sarebbe meglio dire una “massa di individui”, qui Asor Rosa calza a pennello) che bada solo agli interessi dei singoli individui che lo compongono, senza alcuna proiezione verso un futuro sostenibile ed socialmente armonico.
    Evasori, corrotti, opportunisti, clientelisti, parassiti: aggettivi che si adattano ai “poteri forti” come a quelli “piccoli”.
    La disinformazione la fa anche chi in nome dell’idealizzazione del “popolo” nasconde o si rifiuta di vedere ciò che quel “popolo” compie quotidianamente e che mi ricorda tanto quello che accade qui da noi.

  7. Condivido totalmente questo appassionante articolo. Avere ancora un cuore e sentirlo palpitare di passione. Non ridurci a vedere gli uomini come cose. Ringrazio Raimo per le belle e buone parole e anche per il contributo finale: il grande Zorba che danza: un uomo vivo.

  8. Zorba danzante è un’invenzione romantica per un pubblico occidentale. Inganno, bugia, costruzione. La danza stessa fu introdotta seguendo la coreografia del film.
    Nella stessa maniera, oggi speriamo di leggere in chiave romantica questi avvenimenti…

    Quello che non è romantico è che ogni cittadino Greco deve dieci anni di contributi, che hanno versato fondi pubblici su tutto e di più, hanno avuto la sedicesima!, vivono tuttoggi con 9% di iva!!!, piena pensione con 57 anni (fino qualche anno fa)..
    Non è affatto romantico che se ne sono aprofittati della moneta unica per indebitarsi a dismisura. O che hanno versato su tutti gli altri Europei i propri debiti. O che affondono il valore dell’euro col loro debito smisurato. O che stanno affondando tutto il sistema economico europeo (tassi d’interesse Italiani inclusi) per i propri interessi, prima per indebitarsi ed ora per ottenere concessioni migliori dai creditori.
    Ecco questo non è cosi romantico..

  9. Se perfino un rivoluzionario fru fru come Raimo è dalla sua parte, il popolo greco non ha più speranze. Scherzo…

  10. mi sono vergognato ed indignato quando,1-2 anni orsono,il governo greco ha autorizzato i supermarket a posporre la data scadenza di alimenti,venduti a minor prezzo..ora la mia indignazione è più tiepida,credo che come individui riusciamo a coalizzare la nostra attenzione solo quando un nostro interesse primario sia messo in forse(vedi gli insegnanti e la buona scuola)

  11. condivido i perchè retorici di raimo, che a mio avviso trovano risposta nell’apatia generalizzata, in molti casi dovuta alla frustrazione per le mille sconfitte patite, e nel comodo attivismo da tastiera di cui anche in questi commenti si trova abbondante esempio.

    a quest’ultimo proposito, quando leggo commenti come quelli di giò, che parlano indistintamente di “greci”, come se fossero fatti con lo stampino e non ci fossero differenze, mi viene da chiedere a chi li posta quali responsabilità sente di avere avuto nell’italia dell’inflazione a doppia cifra, delle pensioni baby, delle opere pubbliche interminabili, del debito pubblico fuori controllo ecc ecc ecc. io, personalmente ritengo di non averne nessuna, perchè non ho beneficiato neppure del cascame di quelle politiche, e quando un tedesco mi mette nello stesso calderone di un furbetto del quartierino, o di un democristiano o di un socialista (post ed epigoni compresi) mi tira potentemente il culo.

    oppure i commenti di chi trova irresponsabile, populista e scandaloso il ricorso al referendum e non si accorge che occorre più coraggio a sottoporsi nuovamente al giudizio dell’elettorato, rischiando di farsi cacciare (se vincesse il sì), che non ad accettare l’ennesimo piano e continuare a galleggiare, galleggiare, galleggiare.

    sapete che vi dico? che vi meritate renzi e beppe grillo

  12. Zorba danzante è un’invenzione romantica per un pubblico occidentale. Inganno, bugia, costruzione. La danza stessa fu introdotta seguendo la coreografia del film.
    Nella stessa maniera, oggi speriamo di leggere in chiave romantica questi avvenimenti…

    Quello che non è romantico è che ogni cittadino Greco deve dieci anni di contributi, che hanno versato fondi pubblici su tutto e di più, hanno avuto la sedicesima!, vivono tuttoggi con 9% di iva!!!, piena pensione con 57 anni (fino qualche anno fa)..
    Non è affatto romantico che se ne sono aprofittati della moneta unica per indebitarsi a dismisura. O che hanno versato su tutti gli altri Europei i propri debiti. O che affondono il valore dell’euro col loro debito smisurato. O che stanno affondando tutto il sistema economico europeo (tassi d’interesse Italiani inclusi) per i propri interessi, prima per indebitarsi ed ora per ottenere concessioni migliori dai creditori. (cit)

  13. @Massimo

    La maggioranza decide per ogni cittadino, che si prende le conseguenze delle politiche giuste o sbagliate.
    O questo o si prepara le valigie e va all’estero. Quindi si può parlare di “greci” “italiani” etc.

    Il referendum in Grecia, non fu introdotto per il popolo Greco, ma come un altro strumento per estorcere più concessioni (difficile rinnunciare 9% di iva) e soldi dagli Europei, da me e te.

    Oltre ad essere una scusa per oltrepassare la bancarotta di lunedì è testare appunto se possono tenere in riscatto tutta Europa o meno. Testare sulla nostra pelle sia chiaro.

    Se fosse un referendum “per chiedere l’opinione dei Greci” potevano farlo tranquillamente mesi e mesi in anticipo, senza prenderci per il culo tutti quanti ed all’ultima dire stavamo scherzando.

  14. La posizione di Renzi sulla Grecia: pacche sulle spalle e sorrisoni ma sostanziale appiattimento sulle posizioni della Germania, è un’ulteriore tristissima prova di quanto poco contino le ragioni delle comunità, dei popoli della democrazia e di quanto poco valga in termini di uomini e di idee la “sinistra” europea dei nostri giorni. Sono affranta e spero che i greci tengano alta la testa e rinviino al mittente i ricatti della finanza internazionale.

  15. In piazza tutti con Tsipras, perché la tirannia ,la tecnocrazia non domini dappertutto, ,in Europa. Scelgo una piazza , ci vado
    Mi giro, ma non vedo nessuno dietro di me. Il trionfo della troika, i suoi diktat, cancellano la democrazia.

    Dovremmo costituire un’Europa del Sud., mediterraneatgli per ricominciare a restaurare la democrazia ( meglio innovare), il welfare e la solidarietà.

    Perché gli italiani amano riviste di gossip sui Vip, e non pensano a come vivranno le generazioni future.?

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Autore

fandzu@gmail.com

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov'eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo - sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory - ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L'Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).

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