In occasione del Giorno della Memoria, pubblichiamo la prefazione di Primo Levi a “Se questo è un uomo” (Einaudi).
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Per mia fortuna, sono stato deportato ad Auschwitz solo nel 1944, e cioè dopo che i governo tedesco, data la crescente scarsità di manodopera, aveva stabilito di allungare la vita media dei prigionieri da eliminarsi, concedendo sensibili miglioramenti nel tenor di vita e sospendendo temporaneamente le uccisioni ad arbitrio dei singoli.
Perciò questo mio libro, in fatto di particolari atroci, non aggiunge nulla a quanto è ormai noto ai lettori di tutto il mondo sull’inquietante argomento dei campi di distruzione. Esso non è stato scritto allo scopo di formulare nuovi capi di accusa; potrà piuttosto fornire documenti per uno studio pacato di alcuni aspetti dell’animo umano. A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo.
Mi rendo conto e chiedo venia dei difetti strutturali del libro. Se non di fatto, come intenzione e come concezione esso è nato già fin dai giorni di Lager. Il bisogno di raccontare agli “altri”, di fare gli “altri” partecipi, aveva assunto fra noi, prima della liberazione e dopo, il carattere di un impulso immediato e violento, tanto da rivaleggiare con gli altri bisogni elementari: il libro è stato scritto per soddisfare a questo bisogno: in primo luogo quindi a scopo di liberazione interiore. Di qui il suo carattere frammentario: i capitoli sono stati scritti non in successione logica, ma per ordine di urgenza. Il lavoro di raccordo e di fusione è stato svolto su piano, ed è posteriore.
Mi pare superfluo aggiungere che nessuno dei fatti è inventato.
Minima&moralia è una rivista online nata nel 2009. Nel nostro spazio indipendente coesistono letteratura, teatro, arti, politica, interventi su esteri e ambiente

Ho acquistato il libro di Primo Levi, “Se questo è un uomo” nel 1980 circa e l’incipit (l’Apertura) del libro iniziava con una poesia più breve, più dolce, bellissima e, non rispondente forse alla prima stesura fatta dall’autore in Edizioni precedenti.
Vorrei, non trovando più il libro, ritrovarla scritta su Wikimedia.
Non c’era più la maledizione relativa alla casa, ai figli.
RingraziandoVi anticipatamente, se possibile, rimango in attesa di un Vs. cortese cenno di riscontro.
Se non fosse possibile, grazie comunque per avermi ricordato un libro ed un Autore di valore.
Bianchetta Susanna
Via Ferreri Noli, 19
10080 San Ponso Canavese (TO) Italia
Tel.: 3341405171
Riferimento: Libro di Primo Levi – Se questo è un uomo.
Preciso che la Poesia Incipit del Libro di cui ho scritto si riferisce ad un’Edizione (non so se sempre Einaudi) dell’anno 1981 o 1982 o 1983.
Il Libro l’ho acquistato, in quel periodo, presso la Biblioteca Civile di Ivrea (TO) Italia.
Mi premeva fare questa precisazione nel caso possa servire a risalire alla Poesia ed a come fosse stata riassunta in altra forma in detta Edizione.
Bianchetta Susanna di San Ponso (TO) Italia
Riferimento: Libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi
L’Edizione Einaudi? 1989, nel contenuto, è completamente differente dal Libro (1981?-1982?-1983?) che ho avuto occasione di leggere in quegli anni e, rileggere successivamente nel 2014 circa.
Riconosco l’Autore, solo nella Presentazione, ove chiarisce i motivi ed il suo stato d’animo che l’hanno indotto a far partecipi noi “altri” della sua deportazione nel Campo di Sterminio di Auschwitz nel 1944.
Coloro che, come me, possono aver constatato questo, spero, nell’ambito letterario, abbiano la possibilità di far chiarezza su quanto possa essere incredibilmente avvenuto in questo tratto di periodo
(1981 -2014).
Bianchetta Susanna di San Ponso (TO) Italia
Il contenuto del libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi, (1989) a cui mi riferisco, mi sembra non provenire solo dall’Autore dello stesso;
è stato probabilmente scritturalmente da lui modificato nell’Edizione 1989, in maniera insolita, rispetto alla precedente Edizione Einaudi del (1981-1983?) che io ho letto e che conteneva, come Prologo “La Poesia” e, alla fine del volume, un supplemento o Appendice di materiale di approfondimento finalizzato a far meglio conoscere la vita personale e professionale dell’Autore dell’opera letteraria.
la Prefazione di Minima et Moralia, che, recentemente ho scoperto nel Blog, riferendosi all’Edizione Einaudi 1989, mi sembra sempre rappresentare, in modo conciso e riassuntivo ma chiaro, l’autentico sentire, l’anima dell’Autore, Primo Levi;
E’ possibile, mi domando, che l’Autore, ad un più stringato racconto della sua vita nel Lager di Auschwitz (Edizione 1981-1983), rivedendo il suo Libro, per l’Edizione 1989, abbia ritenuto opportuno fortemente ampliare e descrivere, con resoconti più esaurienti, più precisi, le pagine e quindi le vicissitudini patite nella sua terribile esperienza di prigioniero ebreo nell’anno 1944?.
Non lo so.
Sperando che queste mie ultime considerazioni su “Se questo è un uomo”, libro di Primo Levi, possano dare la possibilità di conoscere, tramite anche altre sue opere letterarie, ancor meglio lo stile dello scrittore, con l’occasione invio un ringraziamento, un augurio di Buon Lavoro con i miei più cordiali saluti.
Bianchetta Susanna di San Ponso (TO) Italia
Scritto alle ore 07,00 circa di Sabato 11 Aprile 2026, riveduto alle ore 22,00 e
riveduto ancora alle ore 07,30 circa di Domenica 12 Aprile 2026.
Il contenuto del libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi, (1989) a cui mi riferisco, mi sembra non provenire solo dall’Autore dello stesso;
A detto contenuto possono aver forse quasi certamente contribuito i Compagni di Prigionia appartenenti a più Etnie, internati con lui nel Gulag, in quell’anno 1944, durante la detenzione e dopo la Liberazione.
è stato probabilmente scritturalmente da lui modificato nell’Edizione 1989, in maniera insolita, rispetto alla precedente Edizione Einaudi del (1981-1983?) che io ho letto e che conteneva, come Prologo “La Poesia” e, alla fine del volume, un supplemento o Appendice di materiale di approfondimento finalizzato a far meglio conoscere la vita personale e professionale dell’Autore dell’opera letteraria.
la Prefazione di Minima et Moralia, che, recentemente ho scoperto nel Blog, riferendosi all’Edizione Einaudi 1989, mi sembra sempre rappresentare, in modo conciso e riassuntivo ma chiaro, l’autentico sentire, l’anima dell’Autore, Primo Levi;
E’ possibile, mi domando, che l’Autore, ad un più stringato racconto della sua vita nel Lager di Auschwitz (Edizione 1981-1983), rivedendo il suo Libro, per l’Edizione 1989, abbia ritenuto opportuno fortemente ampliare ed aggiungere pagine per poter descrivere, con resoconti più esaurienti, più precisi, le vicissitudini patite nella sua ed in quella dei suoi Compagni atroce esperienza di prigioniero ebreo nell’anno 1944?.
Non lo so.
RingraziandoVi ancora per la cortese attenzione e collaborazione che avete voluto offrirmi,
Vi invio i miei più cordiali saluti.
Bianchetta Susanna di San Ponso Canavese (TO) Italia