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Ora che per andare, o per sentirsi, ecco, di nuovo in vacanza, bisognerà aspettare Natale, ora che piano piano stiamo rimettendo a fuoco la nostra quotidianità, con tutto quello che comporta, anche il nostro essere virologi, allenatori di calcio, esperti di politica estera, professori, studenti, editor, esteti, se c’è una cosa che non cambia, in tutto questo divenire di maschere degno della migliore commedia dell’arte, è la lista di libri da leggere (a settembre inoltrato? Quando ricomincia la scuola? Per l’anniversario dell’11 settembre? Per prepararsi alla terza dose? Non appena tua figlia dorme? Per passare meno tempo sui social? Quando ci capita?) che ogni tanto minima&moralia mi concede di fare, che per me, ormai, è un po’ come un’abitudine, un’abitudine liberatoria, sì, che mi permette di respirare, di prendermi una pausa dal mondo che c’è fuori da questa pagina, e di sentirmi finalmente in pace con me stesso.
James Wood, Come funzionano i romanzi. Breve storia delle tecniche narrative per lettori e scrittori (traduzione di Massimo Parizzi e Luca Briasco), Minimum Fax
Un critico, un recensore, uno che scrive sul New Yorker, per intenderci, ma prima di tutto un lettore. Il libro di Wood, un saggio narrativo o un romanzo con un’impronta saggistica, spazia da Omero ad Alejandro Zambra, e lo fa togliendosi di dosso il “fetore scolastico”, per usare un’espressione di Joyce. Legge sempre e da sempre con lo stesso approccio (“prima che questo romanzo esistesse, non c’era nulla”) e questo gli consente di ingannare il tempo e di ritrovare ogni volta lo stupore delle prime letture, la magia della scoperta. Lo stile indiretto libero, i dialoghi, il realismo, l’amore per i dettagli, per alcune immagini che diventano memorabili e che messe insieme si leggono come una grande storia, questo libro – in cui, per usare un’espressione dello stesso Wood – si percepisce una profonda “fame di finzione”, andrebbe letto insieme a un altro libro (un capolavoro, anche quello), di David Shields, intitolato Fame di realtà.
Christian Raimo, La vita che verrà, Minimum Fax
Una decina d’anni fa, in un pomeriggio come tanti altri, sono andato in una piccola libreria di San Lorenzo a scrivere. Vivevo ancora con i miei, ero nella bolla dell’università, quella in cui a volte studi e altre volte fai gli esami, ma soprattutto esci, tutte le sere, e ti senti bene, perché la realtà sembra ancora lontana. Be’, quel pomeriggio, in quella piccola libreria, ho incontrato Christian Raimo, stava scrivendo anche lui. O meglio, lui stava facendo la revisione delle bozze del suo nuovo libro, io invece stavo scrivendo i miei primi racconti, o almeno era quello che credevo di fare. Dopo un po’ mi sono fatto coraggio, quel coraggio che serve quando riconosci qualcuno ma quel qualcuno non potrà mai riconoscere te, gli ho detto che stavo scrivendo, lui è stato gentile, mi ha fatto sedere vicino a lui, mi ha chiesto se potesse leggere qualcosa di mio, e allora io, con una sorta di timidezza che non sapevo mi appartenesse, fino a quel momento, gli ho passato il mio Mac con il file del racconto che stavo scrivendo aperto. Non vi dirò come finisce questa storia, non vi dirò se è vera o se me la sono appena inventata per evitare di raccontarvi le storie di questa sua – per dirla manganellianamente e non – “antologia privata” (e anche pubblica, direi). Che dentro ci sia un aspirante scrittore che finisce in un’antologia o Italo Calvino che cerca di fare un attentato per uccidere Pasolini, non importa. Non vorrei rovinarvi la sorpresa, ecco. Raimo è uno scrittore brillante, intelligente, come può esserlo Foster Wallace, la sua intelligenza, però, non è così esibita, non domina le pagine, ma si mette al servizio della storia, e riesce a rendere questo libro poetico, politico, magico, umano.
Alejandro Zambra, Poeta cileno (traduzione di Maria Nicola), Sellerio
È il libro che aspettavo di più, insieme a Crossroads di Jonathan Franzen. Ne ho parlato un po’ ovunque, ho perfino scomodato lo stesso Zambra intervistandolo su zoom. Quattrocento pagine che fanno di questo libro un romanzo d’amore, un romanzo familiare, un romanzo sulla paternità (illegittima o meno), sulla poesia cilena, sulla poesia, sulla storia del Cile, sulla giovinezza, sul tempo, che in fondo è solo uno strumento come un altro per misurare noi stessi, le nostre vite che entrano in contatto con quelle degli altri.
Davide Toffolo, Remo Remotti, L’ultimo vecchio sulla terra, Rizzoli Lizard
Io, come Toffolo, ricordo Remo Remotti soprattutto per la sua interpretazione in Sogni d’oro di Nanni Moretti, quando interpretava Sigmund Freud. Ma lo ricordo anche in Bianca, che fa il vicino di casa di Nanni, che frequenta delle ragazze più giovani, le invita a casa ogni sera, e c’è una scena in cui Nanni lo chiama perché si sente solo, ma poi lo manda via perché gli mette tristezza. Tutto questo non c’entra, però, perché Toffolo (che a sua volta mi ricorda la mia vita di prima, anzi, “il mondo prima”, quando ancora andavo all’università) qui raccoglie l’eredità di un “maestro”, riprende le sue storie (di donne, di uomini che diventano pazzi, di convenzioni, di libertà) e le disegna, le fa rinascere, come solo un grande artista sa fare. Meraviglioso.
Il genere è fluido?, Nutrimenti
Uscito in una collana, The Big Idea, nata per raccontare i temi più importanti di oggi attraverso un approccio visivo forte (parole chiave, schemi, testi scritti in grande, con diversi font, costellati di immagini), è un libro rivolto principalmente a quelli come me: maschi, bianchi, etero. Un libro che ruota intorno alla questione del genere, che forse non è quello che crediamo che sia, dall’antica Grecia, in cui donne e uomini rappresentavano un solo sesso, ai giorni nostri, in cui spesso c’è ancora chi pensa che il cervello dell’uomo sia più sviluppato di quello della donna, che sia soprattutto lei a doversi occupare dei figli (quando è la natura stessa a dimostrarci che è una cosa priva di senso), che il dibattito sulla questione di genere debba affidarsi ancora ed esclusivamente alla biologia. Da far leggere in tutte le scuole, sì, ma anche fuori.
the 88 fools con Nedo Ludi, Guida tascabile per maniaci del calcio, Edizioni Clichy
Sono un po’ di parte, in questo caso, perché parlo di una casa editrice che stimo profondamente, con cui ho la fortuna di collaborare, perché ho partecipato anch’io al filone magico delle loro guide, perché si parla di calcio. “La giovinezza finisce quando il tuo calciatore preferito ha meno anni di te”, dice David Trueba, “chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”, sostiene Mourinho. Queste sono solo alcune delle massime, scolpite nella memoria collettiva, con cui si chiude un libro in cui ci sono le vite dei calciatori, la storia delle squadre di club, i campionati, le coppe, i mondiali, per mettere a fuoco una passione che occupa le vite di molte persone, per provare a fermarla sulla pagina, per restituirle la luce che merita.
Pietro Minto, Come annoiarsi meglio, Blackie edizioni
In linea con i libri di Kenneth Goldsmith, Sherry Turkle, Jon Ronson, quello di Minto è un libro utile, piacevole, che si traveste da saggio e alla fine si rivela un piccolo grande romanzo di formazione. A crescere, però, non è uno dei personaggi, non proprio, almeno, ma è il lettore, accompagnato dalla voce dell’autore. Tornare a perdere tempo, silenziare i gruppi di whatsapp, non aver paura di essersi persi qualcosa, di essere connessi con gli altri dalla mattina alla sera, di aver fatto sempre la scelta sbagliata, perché in un mondo di persone che “percepiscono il tempo solo quando succede qualcosa”, è meglio far parte di quelle poche altre che lo percepiscono anche quando non succede nulla, che sanno che la noia fa parte della nostra vita, bisogna solo imparare a conviverci.
Giorgio Biferali è scrittore, docente dell’accademia Molly Bloom e insegnante di italiano in un liceo. Collabora con quotidiani e riviste culturali, dove si occupa principalmente di cultura pop. Ha pubblicato, tra gli altri, L’amore a vent’anni, romanzo d’esordio presentato al Premio Strega 2018, A Roma con Nanni Moretti (Bompiani), Il romanzo dell’anno (La nave di Teseo), Cose dell’altro mondo e Guida tascabile per maniaci delle serie tv (entrambi editi da Clichy).
