Pubblichiamo un estratto da “Alan Lomax. Un americano nella Valle dei Trulli” (CGS Edizioni). Il volume, a cura del ricercatore indipendente e musicista Massimiliano Morabito, ricostruisce la mitica spedizione del 1954 in Puglia di Alan Lomax, uno dei più illustri etnomusicologi del Novecento, che insieme a Giorgio Nataletti e Diego Carpitella ha portato alla luce repertori popolari e forme espressive sommerse, spesso ignorate dalla cultura ufficiale. In questo quadro, la Valle d’Itria, e in particolare Locorotondo, assumono un ruolo centrale: canti, voci e storie degli abitanti della comunità rurale, ma anche immagini che fissarono volti, gesti e momenti di condivisione. L’opera di Morabito ricostruisce quelle ricerche, restituendo al lettore il valore storico e umano di una testimonianza che ha contribuito a inserire la Valle d’Itria nelle mappe culturali internazionali.

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Lomax e Carpitella arrivano a Locorotondo 

di Massimiliano Morabito

Tra le fonti da consultare per ricavare ulteriori informazioni sui canti registrati a Locorotondo ci sono le bozze di un progetto discografico che non ha mai visto la luce. Pare infatti che l’Association for Cultural Equity (stando ai documenti rilevati sul portale della Library of Congress) progettasse una serie di nuovi LP attingendo alle rilevazioni italiane di Lomax e Carpitella del 1954-55. L’LP dedicato alla Puglia avrebbe dovuto contenere 21 tracce audio (figg. 20, 21), di cui 4 dedicate a Locorotondo. 

Prima della partenza di Lomax e Carpitella, Giorgio Nataletti aveva spedito più di cento lettere ai sindaci dei comuni italiani, alle fondazioni di musica e a studiosi locali che sarebbero stati coinvolti nella ricerca, in modo da pianificare al meglio l’itinerario e individuare le persone che sarebbe stato fondamentale incontrare.

Nataletti studiò così l’itinerario dei due studiosi, scrivendo ogni volta una data di arrivo indicativa nei vari luoghi e il contatto a cui avrebbero dovuto rivolgersi. Naturalmente, data la grande capacità intuitiva e l’esperienza nell’individuazione dei soggetti locali più interessanti a livello musicale, molto spesso Lomax e Carpitella eludevano la rete di contatti organizzata da Nataletti o dai “facilitatori” del luogo per seguire il loro fiuto. 

Un fatto curioso è che a volte questi contatti rallentavano il lavoro di ricerca, come si legge nelle parole di Carpitella: 

…spesso direi che si verificavano anche situazioni «scostumate», nel senso che – magari preceduti da una lettera – andavamo da un sindaco e naturalmente il sindaco ci diceva: «Ma no! Che fate? Che, prendete [registrate] queste cose?». E nel frattempo passava un usciere o qualcun altro… un contadino, un pastore che era venuto al Comune per presentare una domanda, o ancora un netturbino: così, mentre parlavamo con gli interlocutori ufficiali, i «very important», ci volgevamo appresso a questi e seguivamo quelli. E l’incontro si concludeva con dialoghi troncati bruscamente: «No, no, aspetti…» «Arrivederci!». [LOMAX 2008: 34-35]

La collaborazione tra Lomax, Nataletti e Carpitella, portò a risultati straordinari. In soli sei mesi – tra cui gli ultimi tre senza Carpitella – furono effettuate rilevazioni in ben 17 regioni italiane, furono registrate 1200 tracce audio e Lomax scattò 1312 fotografie.

La lettera che riporto, spedita da Nataletti nel luglio del 1954 al sindaco di Locorotondo, è conservata presso gli archivi della biblioteca comunale del paese (fig. 22), dove giunse il 12 agosto 1954 (fig. 23).

Proprio in questa lettera si trova a penna la conferma che Lomax e Carpitella giunsero a Locorotondo in data 18 agosto 1954, precisamente in contrada San Marco.

Faldone, Biblioteca di Locorotondo (Bari), 2 marzo 2022. Foto: M. Morabito

Egregio Signor Sindaco,
il Centro Nazionale Studi di Musica Popolare, che si propone la documentazione e lo studio del folklore musicale italiano, ha il piacere di inviarle due sue recenti pubblicazioni nelle quali sono riportati gli elenchi delle registrazioni di musica popolare effettuate sino ad oggi in varie regioni italiane.
Il Centro stesso ha inoltre il piacere di comunicarle che verso il giorno 14 del mese di agosto p.v. i Proff. Diego Carpitella e Alan Lomax verranno nel suo Comune per effettuare delle registrazioni sonore per conto del Centro stesso. In tale occasione le saremmo grati se volesse organizzare una riunione di cantori popolari (uomini e donne) i quali fossero particolarmente a conoscenza dei canti e delle musiche popolari tradizionali (ninne-nanne, canti di lavoro, canti d’amore, canti religiosi, danze, ecc.) del suo Comune e di quelli circonvicini.
Sicuri dell’appoggio che lei vorrà gentilmente dare a questa iniziativa, le porgiamo i nostri migliori saluti

Giorgio Nataletti, Direttore

Lettera di Nataletti al sindaco M. Conti, Biblioteca di Locorotondo (Bari), 2 marzo 2022. Foto: M. Morabito

I due studiosi naturalmente non si limitarono a incontrare i cantori in contrada San Marco, ma vagarono un po’ per tutta la Valle D’Itria, come dimostrano i documenti raccolti nelle pagine successive e i provini fotografici del loro viaggio. 

Quando i giorni dedicati alla ricerca sul campo volgevano al termine, Nataletti spediva un’altra lettera per ringraziare i sindaci della loro disponibilità. I ringraziamenti al sindaco di Locorotondo vengono spediti in data 30 agosto 1954. Anche questa lettera la troviamo negli archivi della Biblioteca Comunale di Locorotondo. 

Egregio Signor Sindaco, ringraziando Lei e i Suoi collaboratori per il valido aiuto prestato ai Proff. Diego Carpitella e Alan Lomax durante la recente raccolta di canti popolari nel suo Comune, raccolta che ha ampliato notevolmente la conoscenza del folklore musicale italiano, il Centro Nazionale Studi di Musica Popolare, nella speranza di una ulteriore e fruttuosa collaborazione, ha il piacere di porgerLe i suoi migliori saluti.

La lettera riporta anche una notazione autografa in cui Nataletti aggiunge al testo battuto a macchina, i suoi saluti personali (fig. 24). L’unica lettera di risposta al CNSMP, conservata negli AEM, è proprio quella del sindaco di Locorotondo, Mario Conti (fig. 25), che in data 8 Settembre 1954 scrive: 

Nel ringraziarLa vivamente per le gentili espressioni di simpatia manifestate verso questo Comune, Le assicuro ogni ulteriore collaborazione alla bella iniziativa di codesto Centro, che tanto interesse ha suscitato specie tra la nostra semplice e laboriosa popolazione rurale, la quale è gelosa conservatrice dei nostri canti popolari tradizionali. Con l’occasione mi piacerebbe conoscere se la raccolta dei nostri canti popolari verrà radiodiffusa ed eventualmente in quale periodo, e se questo Comune può avanzare richiesta di copia di detta raccolta su dischi ed a quali condizioni. Con molti e distinti saluti IL SINDACO (Avv. Mario Conti).

Lettera di Nataletti al sindaco M. Conti, Biblioteca di Locorotondo (Bari), 2 marzo 2022. Foto: M. Morabito
Lettera del sindaco M. Conti a Nataletti, Biblioteca di Locorotondo (Bari), 2 marzo 2022. Foto: M. Morabito

La stessa lettera è conservata in copia nell’archivio della biblioteca comunale di Locorotondo. Ad oggi non si ha notizia di una risposta del CNSMP al sindaco di Locorotondo. 

Nel caso di Locorotondo, il contatto locale dei due ricercatori era dunque il sindaco Mario Conti, che tanto dalle lettere quanto attraverso le testimonianze dirette appare una persona molto orgogliosa della comunità che guida e dell’identità culturale locale. Nella risposta a Nataletti infatti scrisse: “…tanto interesse ha suscitato specie tra la nostra semplice e laboriosa popolazione rurale” come se citasse le parole di Tommaso Fiore nel suo Un popolo di Formiche. Tra i diretti collaboratori del sindaco c’era Antonio Palmisano, detto ù Cërvallë, un personaggio molto legato alla cultura popolare locale, che proveniva proprio da contrada San Marco. Probabilmente fu lui a suggerire al sindaco di organizzare l’evento proprio nella contrada in cui abitava e di cui conosceva perfettamente cantori e suonatori. Naturalmente il dettaglio dell’itinerario di viaggio è approssimativo e pertanto non può essere che un’ipotesi, ricostruita attraverso le parole di alcuni testimoni, i documenti d’archivio, un accurato studio dei provini fotografici conservati presso AFC, e la conoscenza esatta del territorio. 

Tra i testimoni ancora in vita durante la mia ricerca, preziosissime mi sono state le parole della signora Maddalena Valentini, all’epoca dei fatti ventenne, di Antonio Valentini, trentenne in quegli anni, e di Donato Ciccone, che invece nel 1954 era appena un bambino. Non posso inoltre tralasciare l’aiuto di tutta la comunità locale di Locorotondo che, anche se testimone indiretta, è stata fondamentale per l’individuazione di alcuni dei cantori, suonatori, luoghi e abitazioni. 

Un’altra fonte importantissima è stata la testimonianza di Grazia Conte, cantrice che abitava e abita nella zona di Contrada San Marco e che per uno strano caso non era presente il giorno delle registrazioni. La donna mi ha aiutato nella ricostruzione dell’intero repertorio vocale, poiché spesso i canti non venivano registrati interamente. Inoltre, Grazia se ne è fatta interprete a livello testuale e semantico. 

Maddalena Valentini, detta Lenoddë a Uallettë, è una cantrice che in quei giorni fu registrata dalla coppia Lomax-Carpitella. Pur con qualche imprecisione dovuta al fatto che sono passati così tanti anni, la Valentini racconta che la sera prima dell’evento, “durante la novena per Santa Maddalena”, il parroco della chiesa vecchia, Don Orazio, aveva detto ai presenti che il giorno dopo nel paese sarebbero giunte delle persone che avrebbero voluto sentirli cantare. 

E così, all’indomani, alle 14 di un’estiva giornata assolata, Lomax e Carpitella incontrarono la popolazione locale al Pozzo Monumentale, “u puzzë du’ mulinë”, vicino la Chiesetta rettoria Santa Maria Maddalena e San Marco Evangelista, la cosiddetta chiesa vecchia. I due studiosi furono presentati alla popolazione locale, e Don Orazio li ospitò nella parrocchia per la notte. 

Ad accompagnarli pare ci fosse il già nominato Antonio Palmisano detto ù Cërvallë, e sempre stando ai ricordi della Valentini, alla fine della giornata ci fu una “festa a ballo” che durò fino a tardi, le dieci o le undici, e che si concluse, come è tipico della nostra tradizione, con una quadriglia. Effettivamente la quadriglia si ritrova nelle registrazioni, ma non è l’ultima traccia audio, come riscontrabile dagli astucci delle bobine. Potrebbe questo dettaglio indicare che le registrazioni siano proseguite anche la mattina successiva? Non è stata scattata nessuna foto serale, probabilmente perché Lomax non aveva il flash e nemmeno un rullino con alti ASA. 

La signora Valentini però non era consapevole che Lomax e Carpitella stessero registrando, perché alla mia domanda se ricordasse o meno con quali mezzi fosse stata condotta la registrazione, mi rispose facendo spallucce, e dicendo di non averne idea, perché non c’era la corrente in quel posto. Lei aveva visto soltanto “‘nna mazzë pi nna lambadinë sopë”. Quindi l’asta con il microfono fu confusa con un bastone al quale era legata una lampadina, pertanto si può facilmente immaginare che anche il resto dei cantori e dei suonatori fossero ignari del fatto che li stessero registrando.

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