Nuovo appuntamento con la rubrica a cura di Anna Toscano. Dieci domande a poetesse e a poeti per cercare di conoscere i loro primi avvicinamenti alla poesia, per conoscere i loro albori nella poesia, quali siano stati i primi versi e i primi autori che li hanno colpiti, in quale occasione e per quali vie, e quali i primi che hanno scritto. Le altre puntate sono qui. foto copertina © Anna Toscano

Qual è la poesia che hai incontrato, e quando, che ti ha fatto pensare, per la prima volta, che fosse qualcosa di fondamentale?

Ho incontrato la poesia alle elementari. Ce l’aveva una mia compagna di classe penso in quinta. L’aveva tenuta nascosta per tutti gli anni precedenti, poi un giorno taaac l’ha cavata dal taschino o non so da dove ma mi è arrivata dritto in faccia come un sasso o come un aeroplanino di carta. Era dentro un tema sulla mamma, qualcosa del tipo: Scrivi com’è la tua mamma. A me sembrava un tema facile. Facevamo sempre una specie di gara a che scriveva il tema più bello. Generalmente, non so per quale motivo, vinceva chi riusciva a scrivere quattro colonne del foglio protocollo. Vinceva insomma il tema più lungo. Lunghezza uguale vittoria; così occupai per benino tutte e quattro le colonne del foglio protocollo, sapendo di vincere. Invece accadde una cosa strana. La maestra dopo alcuni giorni tornò in classe con i temi. Lesse quello di Valentina che era più corto del mio. Strano. Rimasi ad ascoltare e con le mie orecchie afferrai la frase: la mia mamma è insuperabile. Aveva citato una parola presa dalla pubblicità di una marca di tonno accostandolo a una persona, a sua mamma per l’appunto. Mi rimase indelebilmente nella mente. Capii che si poteva scrivere utilizzando tutte le parole del mondo, prese da tutti i luoghi del mondo senza avere paura ad usarle.

Qual è il primo autore o autrice che ti è rimasto/a in mente come poeta?

Il primo poeta fu Rimbaud. Tutto Rimbaud. Lo portai con me a diciott’anni in Corsica dopo una disastrosa maturità. Mi ero appena fidanzato con una mia compagna di banco. Anche questa volta una donna mi suggerì la poesia. Fatto sta che andai in vacanza con Luigi, Tiziana, Michele, Ingrid e Arturo. Passai molte giornate in macchina a leggere Rimbaud disperatamente. Era un libro azzurro-blu voluminoso perfettamente in tinta con un mare che non mi interessava vedere in quelle due settimane. Rimbaud fu in quel periodo l’ormeggio per rimanere attaccato alla fidanzata che avevo lasciato a casa. Questa cosa ora la sconsiglierei ad ogni ragazzo. Nessun poeta è un àncora. Ogni poeta semmai è la nave che si allontana.

C’è stata una persona o un evento nella tua infanzia, o giovinezza, che ti ha avvicinato alla poesia? Chi era? Come è accaduto?

Mi sono avvicinato alla poesia con la musica. Con i cantautori italiani. Ho lavorato la musica come seta. Dalla matassa ho tratto fili sottilissimi che poi ho tessuto. Ho stravolto i testi delle canzoni riscrivendoli in una forma che poteva sembrare poesia anche se non lo era affatto. La poesia, come scrisse Heaney, è arrivata quando le mie letture si sono intrecciate alle mie radici con sottofondo musicale De Andrè, De Gregori, Lauzi, Jannacci, Conte ecc.

Quali sono i primi libri di poesia che hai cercato in una biblioteca o in una libreria?

Il mio primo libro di poesia è stato Satura di Montale. L’avevamo in casa. Fu il primo libro perché per caso cominciai a metterci dentro le mance, fu il mio primo salvadanaio. Poesia e soldi, il paradosso dei paradossi, l’eterna sfiga, la condanna, la nemesi infinita. Poi un giorno aprendolo per cercare qualche mille lire e non trovandone cominciai a sfogliarlo e a leggerlo.

Il primo verso, o la prima poesia, che hai scritto e che hai riconosciuto come tale: quando è stato e in quale circostanza?

Il primo verso arrivò a venticinque anni. A ottobre, nel 1999. La circostanza, la morte di mio padre. Il verso, sapevo che ti abbandonavi, sgusciavi alla prima meraviglia di ottobre. E mi fermerei qui.

Quando poi i versi sono arrivati copiosi, quali sono stati i tuoi pensieri?

Non sono mai arrivati copiosi.

Quando hai avuto tra le mani le tue prime poesie pubblicate, cosa è accaduto?

Mi avevano già pubblicato la tesi. Avevo già visto un libro stampato col mio nome. Sul dorso c’era un refuso. Sul dorso. Fu uno dei giorni più brutti della mia vita. Quando uscirono per la prima volta alcuni inediti li accompagnai a questo terrore. Li rilessi cento volte con la paura di trovare un’altra volta dei refusi. Non vissi con gioia, serenità e entusiasmo la mia prima volta poetica. Solo agitazione e paura.

La poesia per te è più di una fede o quasi una fede?

Una volta quando ero fidanzato con mia moglie dissi per sbaglio, per grande sbaglio che la poesia era la mia fede e la cosa più importante della mia vita. Durò il tempo dell’emissione della voce questa affermazione, poi svanì completamente dalla mia vita per motivi famigliari.

La poesia inizia? La poesia finisce?

Rispondo assieme alle due domande: la poesia inizia e grazie al cielo finisce. Non finiscono gli innesti sulla poesia, magari su una stessa poesia.

 

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Autore

a.toscano@minima.it

Anna Toscano vive a Venezia, insegna presso l’Università Ca’ Foscari e collabora con altre università. Un’ampia parte del suo lavoro è dedicato allo studio di autrici donne, da cui nascono articoli, libri, incontri, spettacoli, corsi, conferenze, curatele, tra cui Il calendario non mi segue. Goliarda Sapienza e Con amore e con amicizia, Lisetta Carmi, Electa 2023 e le antologie Chiamami col mio nome. Antologia poetica di donne vol. I e vol. II. Molto l’impegno per la sua città, sia partecipando a trasmissioni radio e tv, sia attraverso la scrittura e la fotografia, ultimi: 111 luoghi di Venezia che devi proprio scoprire, con G. Montieri, 2023 e in The Passenger Venezia, 2023. Fa parte del direttivo della Società Italiana delle Letterate e del direttivo scientifico di Balthazar Journal; molte collaborazioni con testate e riviste, tra le altre minima&moralia, Doppiozero, Leggendaria, Artribune, Il Sole24 Ore. La sua sesta e ultima raccolta di poesie è Al buffet con la morte, 2018; liriche, racconti e saggi sono rintracciabili in riviste e antologie. Suoi scatti fotografici sono apparsi in guide, giornali, manifesti, copertine di libri, mostre personali e collettive. Varie le esperienze radiofoniche e teatrali. www.annatoscano.eu

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