Oggi il Movimento 5 Stelle ha eletto i suoi capigruppo: per alzata di mano, ha vinto Roberta Lombardi con 39 voti su 107 come capogruppo alla Camera. Dal suo blog abbiamo preso questo discutibile e recente post.
L’Italia sotto formaldeide
Ultimamente sento e leggo molti ardimentosi paladini dello status quo difendere a spada tratta sindacati, associazione di categoria, partiti e vecchie ideologie e mi chiedo perché.
Perché così tante persone, scontente dello situazione attuale, comprensibilmente preoccupate per il futuro loro e dei loro figli, giustamente indignate di fronte alla pochezza morale ed intellettuale di una classe dirigente inadeguata sotto TUTTI I PUNTI DI VISTA difendono ancora strenuamente i simboli di un modo di pensare e creare la società VECCHI e che hanno ESAURITO la loro missione storica?
Se parliamo delle ideologie, penso all’episodio recente di “Grillo che apre a Casapound”. Prima questione: qualcuno mi dice, finchè esistono loro il fascismo non sarà morto, quindi non mi dire che questa ideologia non rappresenta una minaccia presente. Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia. Quindi come si vede Casapound non è il fascismo ma una parte del fascismo. E quindi solo in parte riconducibile ad esso. Seconda questione, e questo per me è il punto fondamentale, sono 30 anni che fascismo e comunismo in Italia non esistono più. Invocarne lo spettro a targhe alterne è l’ennesimo tentativo di distrazione di massa: ti agito davanti il noto spauracchio perché voglio far leva sulle tue paure per portarti dalla mia parte. Non sono i fascisti o i comunisti che ci hanno impoverito, tolto i diritti, precarizzato l’esistenza, reso un incubo il pensiero del futuro.
Se parliamo dei sindacati chiedendone l’abolizione, ti tacciano di voler tornare indietro alla rivoluzione industriale. Anche qui, i sindacati hanno esaurito una missione nel momento in cui si sono trasformati in grumi di potere che mercanteggiano soldi, cariche, proprietà con quelli che dovrebbero essere i loro interlocutori dall’altra parte della barricata ma che sono diventati i loro complici di inciuci alle spalle dei lavoratori. Non si tratta di negare la fondamentale funzione che storicamente hanno avuto, ma oggi non è più così e quindi meglio pensare a qualcosa di nuovo che tuteli i diritti dei lavoratori.
Discorso simile per le associazione di categoria: potevano avere un senso nel medioevo ma delle corporazioni hanno perso lo spirito mutualistico per trasformarsi in caste e castine o lobby che cercano sponde politiche ad ogni tornata elettorale. Organizzano tavole rotonde con i vari candidati e cercano di tirarli dalla loro parte lusingandone la voglia di consenso. Presidenti o segretari ti chiamano chiedendoti una candidatura che porterebbe al tuo movimento tanti tanti voti di cui non sai che fartene, se quello che cerchi sono cittadini attivi e non automi della croce sulla scheda elettorale.
Purtroppo la storia , soprattutto la nostra, ci ha dimostrato che ogni filtro o intermediario posto tra cittadino e cittadino nel tempo si è trasformato in una barriera allo sviluppo di rapporti sociali, economici, lavorativi.
Una società fluida ed interconnessa permette uno scambio paritario e la creazione dinamica di reti che si compongono intorno ad idee. Questo è il salto nel vuoto di cambiare il proprio modo di pensare in modo radicale e nuovo.
Passiamo dalla società delle divisioni alla società delle connessioni.
Il cambiamento è una sfida complessa, ma se non siamo pronti ora che non abbiamo più nulla da perdere a mettere in gioco tutto noi stessi inventandoci un nuovo modo di intendere la società intorno a noi, se non rompiamo il barattolo pieno di formalina in cui la nostra società si conserva da troppi decenni, dobbiamo essere consapevoli che domani non avremo un’altra possibilità.
Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).

Posso domandare, con davvero tanta disponibilità all’ascolto, che significa questa frase nel profondo?
Cito:
” Purtroppo la storia , soprattutto la nostra, ci ha dimostrato che ogni filtro o intermediario posto tra cittadino e cittadino nel tempo si è trasformato in una barriera allo sviluppo di rapporti sociali, economici, lavorativi. ”
Ora, quand’è che un cittadino smette di essere tale e si tramuta in intermediario barriera allo sviluppo eccetera? Quand’è cioè che la democrazia diretta così tanto invocata si trasforma nell’aberrante democrazia rappresentativa? Forse quando ti fai carico delle istanze che provengono da altri gruppi di cittadini e ti eleggono in Parlamento? Ah ecco, m’era sfuggito qualcosa.
La parte distruttiva ci sta quasi tutta, a parte qualche errore storico sul fascismo. Ma ha ragione da vendere quando fa notare che il fascismo e il comunismo sono finiti da un pezzo. Quello che dice sui sindacati e` talmente ovvio da essere banale, e ha correttamente individuato il problema delle corporazioni.
La parte costruttiva e` largamente incompleta, come il 99,99% degli scritti di politica dal risorgimento in poi. Ho dei dubbi sull` efficienza amministrativa e legislativa di una societa` fluida di tipo assembleare. Puo` andare bene solo se qualcun altro prende le decisioni.
Non mi piacciono i grillini, che trovo al >90% incompetenti e ignoranti (ma non piu` incompetenti e ignoranti dei falliti politici che li hanno preceduti). Penso che il grillo-pensiero sia come quelle discussioni tra adolescenti dopo una birra. Tutto bello, ma poco pratico e realizzabile.
Pero` post come questi scritti da intellettuali (CR) non mi piacciono per nulla, perche` negano l`innovazione del M5S e vorrebbero relegare la politica alle fumose sezioni di un tempo dove, sia chiaro, si parlava tanto e non si combinava un cazzo.
Marsili, a parte qualche errore storico sul fascismo? Ma che sta a di’? ” Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia. Quindi come si vede Casapound non è il fascismo ma una parte del fascismo “.
Ecco, Raimo, questa è l’occasione per cominciare a fare autocritica, per non essersi accorti del fatto che stava per arrivare in parlamento un’andata di qualunquisti fascistoidi.
Ci torno sopra, perché c’è una questione che mi sta a cuore: fuori di Roma e del Lazio la percezione di CasaPound è poco corretta e poco approfondita. La forza della comunicazione ha portato questa discutibile aggregazione a dipingere sé stessa, per bocca del suo leader Iannone, “un’associazione di promozione sociale che fa volontariato internazionale”, che a Roma partecipa e vince sorprendenti bandi comunali per progetti culturali.
Qualche anno fa e dopo i gravissimi fatti di Piazza Navona all’epoca dell’Onda 2008/09, dove mi trovavo con i compagni universitari, alcuni amici di Parma mi chiamarono a raccontare in dialogo con l’Anpi alcune di queste esperienze per sensibilizzare la cittadinanza sugli effetti che stava producendo la crescita di CasaPound anche da loro, già protagonista di aggressioni e intimidazioni (sentire un ottantenne raccontare di essere stato messo in fuga in una via del quartiere che abita da sempre è aberrante…). La stessa Parma difettava allora di una mollezza dei partiti politici nel risolvere quella e altre questioni, in primo luogo il PD che successivamente fu incapace di costruire una linea politica solida dando luogo al primo esperimento di governo – ancora a quel tempo comunale – del M5S.
Ogni paese, a questo punto, è mondo.
Non penso che usando categorie vecchie si possa andare lontano. Se stessimo ancora a ragionare in termini di Animalcule e carica elettrica, non avremmo la moderna medicina e l`Ipad da cui scrivere infuocati messaggi contro Casapound (CP). Non metto in dubbio il fatto che CP sia un branco di razzisti sprangaioli, contesto il fatto che si cerchi il pelo (fascista) nell`uovo dei grillini. I quali sono incompetenti, utopici, disorganizzati, poco strutturati, etc. Ma non sono fascisti ne` qualunquisti IMHO.
” mettere in gioco tutto noi stessi inventandoci un nuovo modo di intendere la società intorno a noi, se non rompiamo il barattolo pieno di formalina in cui la nostra società si conserva da troppi decenni”
La ragazzotta è naif, facile da sbeffeggiare dall’alto dei salotti radical chic che frequenti in Rete e fuori.
Ma la metafora della formalina è buona. Parla di te e dei tuoi amici, Christian, lo capisci? Quelli che hanno il potere di nominare, di definire ciò che è politico e impolitico, morale e immorale, culturale o grunge. D’altro canto, pare che fuori dai vostri blogghetti dove vi rimpallate quattro idee sempre quelle, pare che ormai nessuno vi caghi più nemmeno di scriscio. Che mi dici del quotidiano agit-prop aperto e chiuso in 3 mesi?
Colpa del popolo bue e stronzo, che non vi merita?
Ma non si è già sentito tanto sul revisionismo? Non ha fatto tutto un lavoro storico De Felice ? Andate sul blog della capogruppo Lombardi. Rimarrete di ghiaccio
Io sono atterrita sia da queste affermazioni di Lombardo (“Altissimo senso della famiglia”? Ma è pazza? Figli per la patria, per farne carne da cannone…ma andasse a studiare la storia questa ragazzotta ignorante) sia da un farneticante video di Casaleggio in cui si pronostica una guerra di vent’anni e poi il dominio del cervello unico…ma andate a vedere che cosa pensano questi grillini! Fanno davvero paura!!!
La dichiarazione della Lombardi è desolante: questo strabismo per cui nella società attuale vi sarebbero degli istituti totalmente invecchiati, ma quando si cerca il nuovo…..bisogna ispirarsi al fascismo! Quindi il nuovo è il vecchio che ha portato alla catastrofe. Il richiamo doveroso alla famiglia è poi una cartina al tornasole delle idee reazionarie della ragazza: ancora la famiglia, a quando il nonno invalido, la madre paralitica e il fratello mezzo scemo!! Dove sono quelli che sprezzanti, urlando, zittivano gli altri nelle discussioni su destra e sinistra sostenevano che si trattasse, nel loro linguaggio colto, di categorie obsolete? (Non sono da nessuna parte sono sono dei provincialotti, alla ricerca della ennesima avventura!). Il problema vero, comunque, non è che la ragazza mostri la sua ignoranza (tutti siamo ignoranti) ma che della sua ignoranza faccia, chiaramente un vanto. Vorrei ricordare che il PDL ha riempito il parlamento di persone totalmente inadeguate, però questi parlamentari se la sono cavata egregiamente: quando si votava erano sempre pronti a schiacciare il tasto giusto nei loro scranni! Cosa potrà fare di più questa Lombardi!