di Christian Raimo
Gentile Ministro,
nelle settimane passate mi è venuto in mente varie volte di scrivere questa lettera, e il motivo era simile al tono che avrei usato: una rabbia diritta e emetica. Ma per una serie di ragioni, anche personali, ho pensato di provare a usare un tono pacato e dialettico e a mettere in discussione alcuni presupposti invece che trasformare subito il ragionamento in uno sfogo seppure, per molti versi, sacrosanto.
Le voglio parlare del concorso. Il concorsone: quello che ha coinvolto centinaia di migliaia di docenti. Compreso me. Gliene parlo da una posizione disagevole. Siamo ai primi di settembre e, per quanto mi riguarda, non so come è andata: ossia non so se sono uno dei fortunati 11.000 e passa che avrebbero dovuto entrare di ruolo di quest’anno. O meglio, diciamola così, so per certo che non entrerò di ruolo quest’anno, ma potrei aver vinto il concorso. In quanto ho partecipato alle preselezioni dove ho totalizzato 44/50, ho passato lo scritto (con 38/40) e l’orale (con 40/40) e quindi forse potrebbe essere mio uno dei 26 posti della classe A037 – filosofia e storia – messi a bando dalla Regione Lazio, con cui ho concorso con all’incirca mille persone iniziali, anche forte del fatto che ho una laurea con 110 e lode e un’abilitazione ottenuta con la SSIS con votazione 97/100, ho qualche pubblicazione (che ancora non so se mi è stata valutata e come), e nonostante non abbia invece né dottorati né master né altre abilitazioni.
Ora, dunque, pur avendo fatto uno splendido concorso sebbene lo trovassi ingiusto dopo aver già passato due selezioni abilitanti (quella nel 2006 per entrare alla SSIS – 30 persone su 300 – più l’esame conclusivo nel 2008 dopo due anni a dire il vero molto poco formativi), avendo accettato dunque tutte le regole del caso, io sono giunto a una conclusione praticamente identica al pregiudizio che avevo quando concorso è stato indetto dal suo predecessore, il ministro Profumo: questo concorso è inutile, è stato inutile, per certi versi è dannoso, per la sostanza e per il modo in cui si è svolto.
Cosa me lo fa pensare? Io non sono un insegnante migliore di molti che hanno concorso con me, e non lo dico per modestia – falsa o vera che sia -, lo dico invece per due ordini di ragione: da una parte, facendo l’insegnante anche se solo da cinque anni, ho una certa capacità di autovalutazione; dall’altra perché sono convinto che i metodi di selezione siano stati totalmente sballati. Io sono stato un bravo concorrente, ho capito quello che di scaltro potevo fare per andare bene al concorso e l’ho fatto, ottenendo voti alti – ma questo quasi non ha nulla a che fare con la mia capacità didattica né con la mia preparazione.
Partiamo dalla prova preselettiva: moltissimi miei colleghi si sono preparati per mesi sui test di logica e logica matematica, anche su quei libri da 45 euro che le case editrici di test avevano tirato fuori per l’occasione; io no. Persone con una capacità didattica innegabile, una professionalità indiscutibile non sono passate, io sì. Da bambino ero un nerd appassionato di Settimana Enigmistica che faceva i quiz del Mensa Club; molti miei colleghi no – anche, parlo per quelli che conosco, persone che insegnano da vent’anni, che sono giustamente amatissime dai loro studenti, o che hanno un contratto all’università per insegnare Storia della filosofia; insegnanti migliori di me, anche solo per l’esperienza accumulata. I quiz erano di una elementarità disarmante per certi versi, ma lo erano soprattutto per chi è abituato a ragionare in quel modo. Ho proposto quei quiz ai miei studenti senza farli preparare, e la percentuale di quelli che l’hanno passato è stata superiore alla percentuale (35%) dei docenti che hanno superato le preselezioni: cosa dovrei concludere che i miei bravi adolescenti di uno scientifico sono dei potenziali insegnanti migliori di coloro che magari hanno vent’anni di pratica o che magari sono proprio i loro insegnanti?
Veniamo allo scritto. Per la mia classe si trattava di un compito di filosofia e uno di storia con quattro risposte aperte a materia, per rispondere alle quali si avevano venti righe a domanda e cinque ore in tutto. Forse la parte meno insensata della selezione – anche se con alcuni elementi di grande ambiguità. Non si capiva da nessuna parte come dovevamo effettivamente prepararci, ossia dovevamo farci un’ammazzata modello Trivial Pursuit su tutto lo scibile (comprese parti che mai abbiamo insegnato e non insegneremo mai, tipo storia romana e storia greca) oppure prepararci sulla didattica delle nostre materie? Dovevamo studiare solo le discipline oppure anche tutta la parte di amministrazione della scuola, storia della scuola, diritto complementare e che molti miei colleghi avevano schematizzato generosamente a partire dai comodi manuali comprati anche questi a 45 euro l’uno? Io non mi sono preparato, ho svolto bene la parte di filosofia – perché mi sono capitati argomenti che sapevo e che tratto in classe e su cui ho presente riferimenti bibliografici –, mentre ho scritto banalità o errori su domande di storia su non ho mai fatto né farò mai lezione (la Grecia del V secolo a.C. e l’Islam dell’VIII secolo). Ma soprattutto credo di aver imbastito bene, come si dice tra noi giovani docenti di 40 anni. Ossia ho utilizzato al massimo la mia capacità di articolare discorsi anche su argomenti che padroneggio magari non tanto. A differenza di molti miei colleghi che avevano passato mesi a studiare filosofi minori, a ripetersi date di storia, a citare articoli a memoria sulla formazione degli organi collegiali, sono stato premiato. Non c’è stata nessuna domanda sulla giurisdizione scolastica: i mesi che i miei colleghi avevano impegnato a studiarsela sono stati inutili.
L’orale è stata una replica in peggio dello scritto: non era chiaro per nulla su che cosa potevamo essere interrogati, né come. Nelle nostre competenze, come si dice, avremmo dovuto essere dei super-esperti di valutazione, ma al tempo stesso avevamo nostro malgrado un’idea confusissima di come saremmo stati valutati. L’esame si svolgeva in questo modo: il giorno x si andava a estrarre una traccia tematica su cui si sarebbe dovuta approntare in 24 ore un’unità didattica da esporre il giorno successivo appunto davanti alla commissione. Per la nostra classe di concorso, si potevano estrarre cose tipo Il contratto sociale di Rousseau o Il sistema feudale o La teoria del tre stadi di Comte… Ci si ritrovava dunque, padri e madri e divorziati e ingrigiti e stempiati (una media anagrafica di 40 anni) proiettati all’indietro di vent’anni come davanti a una sessione universitaria o a una commissione di maturità. Ci si chiedeva: come la valuteranno questa prova? Si può usare il computer? Si può usare la lavagna elettronica? Si deve usare il computer per mostrare le slide in powerpoint? Si deve usare la lavagna elettronica, e con quale software? Si deve parlare dei ragazzi con disturbi dell’apprendimento? Ci valuteranno sui contenuti o per la didattica? Devo studiarmi un po’ di pedagogia? Devo leggermi e prepararmi su cinque classici della storia della filosofia a scelta come pare a un certo punto fosse prevista da un’indicazione del ministero: mi interrogheranno su questi? La parte di giurisdizione della scuola la chiedono ora, visto che allo scritto non l’hanno chiesta? E la prova in lingua in cosa consiste: devo prepararmi una parte dell’unità didattica in lingua? E la parte di competenze informatiche: devo studiarmi qualche tipo di dispense? Quanto dura questo colloquio? Cosa possono chiedere: tutto il programma di filosofia e storia comunque? E chi sono queste persone che mi valutano? Da chi è composta questa commissione che in aule scalcinate con dei proiettori che a mala pena riescono a illuminare i muri ci sta esaminando? Saranno utili questi altri comodi manuali da 45 euro l’uno che le case editrici di test hanno sparso a valanga nelle librerie? E i corsi on-line, che mi vengono proposti ogni giorno e mi spammano la mail probabilmente solo perché sono andato su internet a cercare informazioni che non mi erano chiare sul sito del ministero, sono utili?… Non sono domande pleonastiche.
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Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).

Non c’è che dire: BRAVO!!!
Questo concorso non era inutile ma anche DANNOSO e le modalità utilizzare non erano pensate per scegliere i migliori insegnanti ma quelle per selezionare un po’ di gente il prima possibile!!!
Che tristezza!
Anch’io confermo che tanta gente brava non è passato nel test selettivo e nello scritto proprio perché ha studiato altro…..
E ne vogliamo parlare della totale arbitrarietà dell’orale in cui si potevano estrarre argomenti totalmente diversi di assoluta diversa difficoltà???
Per non parlare della falsa retorica di Profumo che diceva che con questo concorso si faceva spazio ai giovani (tanto si sapeva che in base alle regole erano soprattutto i non giovani ad aver accesso al concorso!)
Cosa c`e` di male a essere esaminati spesso? Al di la` dei problemi burocratici (perche` ci sono piu` vincitori che posti), il concorso e la competizione mi sembrano sacrosante. E complimenti vivissimi a Christian (e a tanti bravi insegnanti) che hanno superato brillantemente il concorso.
Riguardo all`ultimo punto, il trattamento economico, propongo di chiamare il problema insegnanticidio. Vedrete che i soldi si troveranno senza problemi,
P.S.: sto per fare il mio quinto concorso in 10 anni. E` un po` stancante, ma rimane un buon metodo per selezionare. Alla fine i risultati contano.
Bravissimo christian. grazie di questo articolo. Se posso permettermi, avrei un appunto a quello che dice Enrico. il problema, a mio avviso e come spiega Christian, non è l’esame in sè ma il fatto che questa modalità di fare esami è completamente sconclusionata e non garantisce nessuna regola elementare di competizione tra pari o trasparenza, nè sotto il profilo dei contenuti richiesti nè del metro di giudizio. per di più, almeno per quanto riguarda l’area umanistica, le prove di pre selezione erano del tutto mal tarate e ridicole e partivano dal presupposto – tutto da dimostrare – che un aspirante docente di matematica e un aspirante docente di italiano dovessero avere pre requisiti comuni, individuati nella capacità di rispondere agli stessi giochetti enigmistico-matematici. La parte ‘testuale’ di quei test, invece (cioè le domande di comprensione di un testo) era del tutto opinabile. Non so a quali consulenti si sia rivolto profumo nè a chi abbia appaltato la formulazione dei quesiti, ma di fondo si avvertiva una sostanziale ignoranza delle dinamiche concrete della vita scolastica e dei suoi contenuti più profondi. La parte specifica, contenutistica era affidata invece a commissioni regionali, formate non so su quali basi: so però che le dimissioni di colleghi dell’università chiamati a farne parte sono state moltissime e spesso proprio per la totale mancanza di direttive chiare dall’alto. Insomma, una debacle culturale, prima ancora che organizzativa. Per entrare nel merito delle questioni, e selezionare insegnanti bravi, occorre fare un lavoro di studio preliminare profondo, rinunciando a categorie pseudo-pedagogiche desunte da presunti selezionatori aziendali che poco hanno a che fare con la didattica vera e ripartire dai contenuti.
Questo concorso porterà a nuove ed estenuanti contrapposizni tra precari, è l’ennesima prova della poca conoscenza di quella che è la realtà scolastica italiana da parte dei ministri che al Miur si sono avvicendati, incluso l’attuale ministro, serve solo a portare soldi a qualche sindacato che patrocinerà ricorsi su ricorsi.
Lucio (quel Lucio?), per quel che vale, penso che:
1)La preselezione era come un test della settimana enigmistica, sono d`accordo. Si e` trattato di un modo rapido e semiautomatico di far fuori la maggioranza dei pretendenti. Puo` non piacere, ma e` democratico. al concorso Enea 2002 mi sono sorbettato delle domande di comprensione del testo non attinente alla materia. Pero` le ho passate. Semmai sarebbe da chiedersi perche` al sud le percentuali di quelli che hanno passato la preselezione sono state cosi` basse (ho letto i dati disaggregati per regione, disarmanti).
2)Consulenti? Qui rido acido e ti spiego perche`. Tanti anni fa sono stato preso insieme ad altri studenti di materie tecnico-scientifico per testare un centinaio di domande tipo quelle viste nella preselezione. Roba di livello bassissimo, tipo capire il soggetto in una frase, ordinare una progressione logica, etc. Ho risolto (sotto il tempo stabilito) 80% delle domande. Scommettiamo che il ministero ha comprato un par di chili di queste domande da una qualche ditta che si occupa della cosa? Da un punto di vista economico ha senso, screma i partecipanti, costa poco e non richiede valutatori umani, basta un PC.
3)I contenuti profondi non erano nei test e nel concorso. Ancora una volta e` una scelta tecnica. Come si fa a valutare questi contenuti profondi, ci si appoggia a insegnanti anziani (pagati un cazzo per la valutazione, tra l` altro)? No, ci si limita a domande semplici, classificabili, etc. Quando faccio un concorso con tre candidati, la commissione puo` prendersi il lusso di interrogarci per ore e di discutere il nostro sapere dalla A alla Z. Quando hai migliaia di candidati il concorso e` una selezione di cavalli, sperando che la furbizia adattativa (dimostrata da Christian) corrisponda a ottime qualita` pedagogiche e conoscenze aggiornate. Non piace neanche a me (in principio), ma e` la scelta piu` rapida ed efficiente.
4)Sulle commissioni siamo d`accordissimo, tu saresti andato gratis? Io no. Se vogliono qualita`, devono pagare le commissioni e farel bene. Non e` stato fatto.
5)”Per entrare nel merito delle questioni, e selezionare insegnanti bravi, occorre fare un lavoro di studio preliminare profondo, rinunciando a categorie pseudo-pedagogiche desunte da presunti selezionatori aziendali che poco hanno a che fare con la didattica vera e ripartire dai contenuti.” In linea di principio sono d`accordo, ma come diavolo implementi una cosa simile per migliaia di candidati? Come saprai, la valutazione dei progetti europei ha gli stessi problemi, ma al momento e` il sistema migliore disponibile. Non e` che se tagli le risorse della scuola per 20+ anni poi ti avanzano soldi per tutta `sta profondita`.
Saluti.
Per quanto riguarda la preselezione, trovo il metodo dei test stupido e umiliante.
A me è capitato, tipo quindici anni fa, di partecipare alla preselezione per un posto per funzionario tecnico alla provincia di. A parte che eravamo non tantissimi, e potevano anche scomodarsi di farci fare direttamente uno scritto. A parte che appaltarono il tutto a una società esterna, spendendo soldi di tutti, immagino. A parte che fummo accolti da giovani sorridenti con un cartellino con sopra scritto , e io, sinceramente, non sono una mucca e a me non somministri proprio niente. A parte tutto questo, durante lo svolgimento ci accorgemmo che uno uno dei quiz di logica era illogico, i andarono nel panico, il test fu annullato per ammutinamento generale.
Ecco, io lo trovo stupido e umiliante.
scusate, mi è partita la parola ‘somministratore’. Leggasi cartellino con sopra scritto ‘somministratore’.
Sono una giovane maestra di sostegno. Il collega non poteva esprimere meglio ciò che noi tutti pensiamo. Aggiungo solo che esistono già dei canali di reclutamento del personale docente. Perché crearne un altro? Perché non dare il ruolo attingendo da quelle graduatorie? Non era forse il metodo più veloce e economico?? Ma siamo in Italia dove ciò che è illogico diventa logico e viceversa!!!