Nuovo appuntamento con la rubrica a cura di Anna Toscano. Dieci domande a poetesse e a poeti per cercare di conoscere i loro primi avvicinamenti alla poesia, per conoscere i loro albori nella poesia, quali siano stati i primi versi e i primi autori che li hanno colpiti, in quale occasione e per quali vie, e quali i primi che hanno scritto. Le altre puntate sono qui.

Qual è la poesia che hai incontrato, e quando, che ti ha fatto pensare, per la prima volta, che fosse qualcosa di fondamentale?

La poesia Soldati di Ungaretti, terza media, io compagna di banco di fofo fofetti: arrendersi all’evidenza di come così tante di persone potessero stare dentro a una manciata di parole, attaccate con lo sputo ad un ramo, senza poter fare manco la fotosintesi clorofilliana.

Qual è il primo autore o autrice che ti è rimasto/a in mente come poeta?

Io preadolescente e Montale in una vecchia edizione di Ossi di seppia trovata in casa con la copertina di finta pelle e le lettere d’oro, forse in una di quelle edizioni che ti vendevano una volta al mese con qualcos’altro tipo inserto, da collezione.

Il poeta era il canarino di nonno che si puliva il becco sui resti di una bestia morta.

C’è stata una persona o un evento nella tua infanzia, o giovinezza, che ti ha avvicinato alla poesia? Chi era? Come è accaduto?

La maestra della prima classe di scuola elementare: metteva una castagna in bocca ai bambini più sciamenati e gli incollava le labbra con un pezzetto di scotch. Per gli altri, i buoni e le calmine c’erano pagine di dettato: poesie in rima, filastrocche tam tam di foreste e vispe Terese con tante doppie acca apostrofi da mettere al posto giusto: un orrore pensavo, che suonava bene.

Quali sono i primi libri di poesia che hai cercato in una biblioteca o in una libreria?

Edgard Lee Master con l’Antologia di Spoon River. Voci di un altrove con cui iniziare a fare i conti. Nuovi testamenti. Volti. Auuuu di ossi.

(Aveva una copertina nera, formato forse quadrato, una patacca oro per dire che costava poco, magari scheletri da cui uscivano fiori).

Il primo verso, o la prima poesia, che hai scritto e che hai riconosciuto come tale: quando è stato e in quale circostanza?

Una cosa su Maria che piangeva e Gesù, a 8 anni: mia madre fiera dei miei versi come non lo sarebbe mai più stata, neppure una volta, comunque non abbastanza.

Quando poi i versi sono arrivati copiosi, quali sono stati i tuoi pensieri?

Devo dire ancora, devo dire tutto, devo dire la stessa cosa, uguale a come lo direbbe la donna che attraversa la strada e bestemmia contro le buste del conad moderne.

Quando hai avuto tra le mani le tue prime poesie pubblicate, cosa è accaduto?

Non le ho più rilette se non durante le presentazioni, erano appendici, protesi, pezzi al bancone della carne: mi metta un po’ di costole, due femori e un bacino, ho gente a cena, mi aggiunga la rotula del ginocchio, facciamo bella figura coi muscoli del collo.

La poesia per te è più di una fede o quasi una fede?

È meglio di una partita di calcio.

La poesia inizia?

Sempre, da capo.

La poesia finisce?

La mia sfinisce.

 

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Autore

a.toscano@minima.it

Anna Toscano vive a Venezia, insegna presso l’Università Ca’ Foscari e collabora con altre università. Un’ampia parte del suo lavoro è dedicato allo studio di autrici donne, da cui nascono articoli, libri, incontri, spettacoli, corsi, conferenze, curatele, tra cui Il calendario non mi segue. Goliarda Sapienza e Con amore e con amicizia, Lisetta Carmi, Electa 2023 e le antologie Chiamami col mio nome. Antologia poetica di donne vol. I e vol. II. Molto l’impegno per la sua città, sia partecipando a trasmissioni radio e tv, sia attraverso la scrittura e la fotografia, ultimi: 111 luoghi di Venezia che devi proprio scoprire, con G. Montieri, 2023 e in The Passenger Venezia, 2023. Fa parte del direttivo della Società Italiana delle Letterate e del direttivo scientifico di Balthazar Journal; molte collaborazioni con testate e riviste, tra le altre minima&moralia, Doppiozero, Leggendaria, Artribune, Il Sole24 Ore. La sua sesta e ultima raccolta di poesie è Al buffet con la morte, 2018; liriche, racconti e saggi sono rintracciabili in riviste e antologie. Suoi scatti fotografici sono apparsi in guide, giornali, manifesti, copertine di libri, mostre personali e collettive. Varie le esperienze radiofoniche e teatrali. www.annatoscano.eu

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