di Christian Raimo
È stato difficile fare politica negli anni zero.
Tu dormivi fino a tardi,
o facevi confusione con i fogli:
avevi gli avambracci insanguinati
per i tagli che ti esercitavi a fare
quando, per un motivo o per un altro,
ti chiedevo scusa, tiravo su col naso, e giravo
oltre la testa, per non dire altrove. Lo chiamavi,
già allora, spauracchio del futuro; ti accontentavi
di quello che scrivevano i giornali, la fuga
dei cervelli, la frattura tra due generazioni:
una condivisione radicale che non fu mai tale,
se non nelle mancanze.
Il mio bisnonno è morto, sano, a centoun anni,
senza denti: il tifo gliel’aveva tolti tutti
negli anni della guerra. Non ha mai pisciato
in casa, il bagno con le fogne
gliel’hanno costruito quando è morto,
da vivo usciva e andava al fosso.
Aveva un mulino, gli animali, i polli, tre conigli,
il maiale per Natale, sei figlie femmine ed un maschio,
morto ragazzino, affogato nel fiume accanto a casa.
Mia nonna diceva, dalle foto, che c’assomigliavamo,
che ero lui rinato. Un fratello potenziale.
Nel mondo che verrà e poi non è venuto,
nelle assemblee politiche 2.0 o .1
non si parla mai di queste storie.
Quando ti chiedono chi sei
ti lasciano un post-it da attaccare al muro,
o un questionario, che poi i facilitatori
ritirano alla fine, tutta la nostra eredità.
Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).

Pisciare fuori casa è senz’altro uno dei segreti della longevità. Come saper bere a garganella.
christian, secondo me (se posso permettermi), tra i propositi per l’anno nuovo dovresti prendere in seria considerazione (anzi: importi) anche, e soprattutto, quello di volerti un po’ più di bene
perché te lo dico? perché leggendo questi tuoi testi, quelli in cui vai a capo, incomprensibilmente, prima della fine di ogni rigo, uno si fa l’idea che tu debba avercela a morte con te stesso: non si spiega altrimenti il fatto che tu continui imperterrito a pubblicarli, cioè a farti del male
se per caso ti sei dato allo studio matto e disperatissimo di una certa opera di terenzio, ecco, è giunto il momento di troncare ogni legame con le pagine nefaste di quello sciagurato e di iniziare, se non proprio ad amarti, almeno a non infliggerti supplizi in pubblico
lc
p.s.
auguri a te e a tutta la redazione
Grazie, Lalo. Un buon anno, ci penserò.
Ma perché copiate le immagini di copertina di “Le parole e le cose”?
http://www.leparoleelecose.it/?p=17051
……..ma perche’ inserite.e fotografie senza il nome dell’autore , il titolo e/o la fonte?
ma sopra è un poema,una poesia o un mini saggio ritmato?oh io chiedo eh,non me ne intendo