L’attentato di Brindisi sconvolge in un modo che va al di là di qualunque discorso intelligente. Cosa si può dire di intelligente su un massacro?, scriveva Vonnegut. Una bomba all’entrata di una scuola è per me un sinonimo di inferno. Mi piacerebbe che questa bomba non portasse però paura, paralisi, un’emergenzialità che possa prendersi come un risultato per chi ha messo queste bombe, chiunque egli sia. Che le Notti dei Musei si facciano, che lunedì non chiudano le scuole, che ci sia più solidarietà e più coesione, “più democrazia e tolleranza”, non meno. Uno dei discorsi che più mi ha toccato negli ultimi tempi è quello del premier norvegese Jens Stoltenberg dopo la strage di Utoya, tenuto ai giovani riuniti davanti al municipio di Oslo (“Ho una semplice richiesta per voi. Cercate di essere coinvolti. Di interessarvi. Unitevi a una associazione. Partecipate ai dibattiti”). Ve lo incollo qui sotto per intero. Mi piacerebbe che Monti se ne uscisse con parole simili. In successione un articolo del 10 maggio sulla situazione delle indagini alla Sacra Corona Unita. (Christian Raimo)
Miei cari,
che spettacolo!
Mi trovo faccia a faccia con la volontà del popolo.
Voi siete la volontà del popolo.
Migliaia e migliaia di norvegesi – a Oslo e in tutto il paese – fanno la stessa cosa stasera.
Occupano le strade, le piazze, gli spazio pubblici con lo stesso messaggio di sfida: abbiamo il cuore a pezzi, ma non ci arrendiamo.
Con queste fiaccole e queste rose mandiamo al mondo un messaggio: non permetteremo alla paura di piegarci, e non permetteremo alla paura della paura di farci tacere.
Il mare di gente che vedo oggi davanti a me e il calore che sento da tutto il paese mi convince che ho ragione.
La Norvegia ce la farà.
Il male può uccidere gli individui, ma non potrà mai sconfiggere un popolo intero.
Questa sera il popolo norvegese sta scrivendo la storia.
Con le armi più potenti del mondo – la libertà di parola e la democrazia – stiamo disegnando la Norvegia per il dopo 22 luglio 2011.
Ci saranno una Norvegia prima e una Norvegia dopo il 22 luglio.
Ma sta a noi decidere come sarà la Norvegia.
La Norvegia sarà riconoscibile.
La nostra risposta ha preso forza durante le ore, i giorni e le notti difficili che abbiamo dovuto affrontare, ed è ancora più forte questa sera: più apertura, più democrazia. Determinazione e forza.
Noi siamo questo. Questa è la Norvegia.
Ci riprenderemo la nostra sicurezza!
Dopo gli attacchi di Oslo e Utøya, abbiamo affrontato uniti lo shock, la disperazione e il lutto.
Continueremo a esserlo, ma non sarà sempre come è adesso.
Lentamente, qualcuno inizierà per primo a essere in grado di riaffrontare la vita di tutti i giorni. Per altri ci vorrà più tempo.
È importante che siano rispettate queste differenze. Tutte le forme di lutto sono ugualmente normali.
Dovremo comunque prenderci cura l’uno dell’altro.
Dimostrare che è qualcosa cui teniamo.
Dobbiamo parlare con quelli per cui è stata più dura.
Dobbiamo essere umani e fraterni.
Noi riuniti qui questa sera abbiamo un messaggio per tutti quelli che hanno perso qualcuno cui volevano bene: siamo qui per voi.
Guarderemo anche in avanti per la Norvegia dopo il 22 luglio 2011.
Dobbiamo fare attenzione a non arrivare a conclusioni affrettate mentre siamo un paese in lutto, ma ci sono alcune cose che ci possiamo promettere questa sera.
Prima di tutto, oltre tutto questo dolore, possiamo intravedere qualcosa di importante che ha messo le sue radici.
Ciò che vediamo questa sera potrebbe essere la più grande e la più importante marcia che il popolo norvegese abbia mai condotto insieme dalla Seconda guerra mondiale.
Una marcia per la democrazia, per la solidarietà e per la tolleranza.
Le persone in tutto il paese sono fianco a fianco in questo momento.
Possiamo imparare da questo. Possiamo fare più cose come questa.
Ognuno di noi puoi contribuire a costruire una democrazia un po’ più forte. Questo è ciò che vediamo ora qui.
In secondo luogo,
voglio dire questo a tutti i giovani raccolti qui.
Il massacro di Utøya è stato un attacco contro il sogno dei giovani di rendere il mondo un posto migliore.
I vostri sogni sono stati interrotti bruscamente.
Ma i vostri sogni possono essere esauditi.
Potete tenere vivo lo spirito di questa sera. Voi potete fare la differenza.
Fatelo!
Ho una semplice richiesta per voi.
Cercate di essere coinvolti. Di interessarvi.
Unitevi a una associazione. Partecipate ai dibattiti.
Andate a votare.
Le elezioni libere sono il gioiello di quella corona che è la democrazia.
Partecipando, voi state pronunciando un sì pieno alla democrazia.
Infine,
sono infinitamente grato di vivere in un paese dove, in un momento così critico, il popolo scende nelle strade con fiori e candele per proteggere la democrazia.
Per commemorare e onorare le persone che abbiamo perso.
Questo dimostra che Nordahl Grieg aveva ragione: «Siamo così pochi in questo paese, che ogni caduto è un fratello e un amico».
Ci porteremo tutto questo con noi mentre iniziamo a mettere insieme la Norvegia del dopo 22 luglio 2011.
I nostri padri e le nostre madri ci avevano promesso: «Non ci sarà mai più un 9 aprile».
Oggi diciamo: «Non ci sarà mai più un altro 22 luglio».
La Sacra Corona Unita cerca consenso sociale, di Antonio Pezztuo, da liberainformazione.it
L’ operazione “Die Hard”, coordinata dalla Squadra Mobile di Brindisi e dal Commissariato di Polizia di Mesagne con il supporto della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dello Sco di Roma, ha assestato un duro colpo alla Sacra Corona Unita. I presunti componenti del gruppo criminale sono tutti accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Esercitavano e consolidavano il potere del clan sul territorio con le estorsioni, seminando terrore tra la gente. Sedici le ordinanze di custodia cautelare eseguite in carcere, firmate dal Gip Alcide Maritati, a carico di altrettanti indagati, nove dei quali già detenuti. Tra questi spicca il boss della Scu Massimo Pasimeni soprannominato “Piccolo dente”.
I destinatari delle ordinanze sono Massimo Pasimeni, 43 anni, di Mesagne; Rosario Capodieci, 33 anni, di Mesagne; Ivan Carriero, 29 anni, di Mesagne; Antonio Centonze, 43 anni, di Brindisi; Nicola Destino, 23 anni, di Mesagne; Francesco Gravina (detto Chicco Pizzaleo), 53 anni, di Mesagne; Francesco Gravina (alias Gabibbo), 33 anni, di Mesagne; Cosimo Giovanni Guarini, 34 anni di Mesagne; Giovanni Longo, 38 anni, di Mesagne; Tobia Parisi, 30 anni, di Mesagne; Alessandro Perez, 23 anni, di Mesagne; Marco Petrachi, 24 anni, di Brindisi; Marcello Romano, 34 anni, di Mesagne; Vito Stano, 33 anni, di Mesagne; Giuseppe Stranieri, 39 anni, di Mesagne; Vincenzo Solazzo (soprannominato Pidecchia), 40 anni, di Mesagne. Sono, invece, indagati a piede libero, Vincenzo Accolli detto l’ Americano, 28 anni, di Mesagne; Danilo Calò, 24 anni, di Mesagne; Fabrizio Livera, 40 anni, di Brindisi, ed il pentito Ercole Penna alias “Lino il Biondo”, mesagnese di 38 anni.
Sugli arrestati grava l’ accusa a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione consumata e tentata, porto e detenzione illegale di arma da sparo, danneggiamento aggravato e incendio aggravato. Durante l’ operazione sono state eseguite anche una serie di perquisizioni domiciliari grazie all’ impiego delle unità cinofile, oltre che di cento agenti. Il blitz è stato reso possibile dalle dichiarazioni del pentito Ercole Penna, che ha svelato agli inquirenti gli assetti dell’ organizzazione criminale e fatto i nomi degli affiliati. Ma ciò che ha suscitato più interesse negli investigatori è il mutamento che sta facendo la Scu. Il sodalizio mafioso, infatti, cerca di catturare il consenso della società, avvicina personaggi diversi da spacciatori, rapinatori e criminali di basso profilo. La Sacra Corona Unita cerca di esercitare il pieno controllo su imprenditori e commercianti noti che, all’ occorrenza, devono essere disponibili per non passare guai seri. Secondo il pentito Ercole Penna il rito di affiliazione è da ritenersi, ormai, troppo antiquato. La mafia salentina cambia pelle ma il risultato è sempre lo stesso: un territorio soffocato e paralizzato dalla paura. Sono diverse le modalità estorsive. I clan non si limitano a chiedere il pizzo ma impongono anche assunzioni ad aziende come nel caso della Manutencoop che gestisce i servizi per l’ ospedale “Perrino” di Brindisi. Il gruppo ha chiesto anche uno sconto di diecimila euro sull’ acquisto di una Porsche Cayenne usata per pagare 25mila euro un’ auto che ne vale almeno 35mila.
L’ indagine fa chiarezza sull’ attentato all’ imprenditore mesagnese Luigi Devicienti e non solo, in quanto, gli inquirenti non escludono che questo clan possa avere delle responsabilità nell’ incendio della Mercedes di Fabio Marini, presidente dell’ associazione Antiracket di Mesagne. Su questa ipotesi gli investigatori sono alla ricerca di riscontri. Non nasconde la sua preoccupazione il Procuratore capo della Dda Cataldo Motta: «Quello messo a segno è un ultimo colpo all’organizzazione criminale della Scu, ma già sappiamo che non è ancora definitivo e che la guardia deve rimanere alta». Poi, l’alto magistrato, lancia il suo grido d’allarme: «Proprio sulle estorsioni è concentrata la massima attenzione del gruppo, ma anche e soprattutto sull’ ottenimento di un consenso sociale, tale da fare in modo che imprenditori e commercianti possano sentirsi vicini all’associazione. A questo mirano e per questo la Scu si è resa conto che deve abbandonare dei rituali che fanno parte di un mondo, forse troppo lontano, che allontanerebbe solamente persone di un certo livello sociale. Se mai dovessero riuscire ad ottenere consenso sociale – continua Motta – sarebbe molto difficile fermare il circolo vizioso che si verrebbe a creare. Bisogna fermarli prima. Sono molto grato alla polizia per l’ attenzione che mette nel lavoro, anche perché si tratta di un’ attività che non va avanti solo quando si verificano fatti particolari, come quelli degli ultimi giorni, ma che è costante nel tempo». Poi, l’ affondo finale: «Il cittadino si deve assolutamente riappropriare del territorio».
Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).

“Mi trovo faccia a faccia con la volontà del popolo. Voi siete la volontà del popolo”.
Ammesso che – me lo auguro anch’io – Monti se ne esca con parole simili, credo che sarà costretto a cambiare l’attacco.
un articolo di chi sulla sacra corona unita? uscito dove? scritto da Christian Raimo? boh…
è un articolo firmato che fa il punto sugli arresti del dieci maggio e f il paio con le dichidichiarazioni di oggi di chi sospetta la pista mafiosa.
ecco, ancora di più mi viene voglia di partecipare, dopo questo invito a non farsi avvolgere da paure e angosce varie. Partecipando.
grazie
“(…) dico: “stai attento, però cerca di farti voler bene dal popolo, nel senso, con queste estorsioni, con l’arroganza non si va da nessuna parte. Fatti voler bene, in modo che, se il popolo ti vuole bene, noi andiamo avanti, se ci mettiamo contro il popolo, non si va da nessuna parte”
(da un interrogatorio a Ettore Penna, nel corso del processo agli 8 “Nipotini di Riina”, 02/11/2011).
Sono parole rilasciate da Penna a proposito della spregiudicatezza delle nuove leve criminali della Sacra Corona Unita, particolarmente determinate e spregiudicate nel brindisino in particolare a San Pietro Vernotico, dove gli emuli di Riina amavano spadroneggiare secondo tradizione. Ma con Penna, la Scu ha fatto il grande salto, ha capito che il vero futuro non è nelle estorsioni e nella violenza quotidiana: gli affari si fanno in silenzio, meglio ancora se all’ombra delle pale eoliche… Questo attentato non fa bene alla nuova Scu.
Correggo: ERCOLE Penna