Mentre impazza la ricerca del consenso a tutti i costi e ogni decisione politica è determinata dal livello di “piacere” che essa può generare, il primo storico moderno ci illumina con il suo giudizio sul primo politico che dominò nella prima forma di democrazia.
Tucidide (460-circa 400 a.C.) così racconta e spiega la forza del potere che si conquistò Pericle (495-429 a. C.) a Atene.
“Pericle, potente per dignità e senno, chiaramente incorruttibile al denaro, reggeva saldamente il popolo senza limitarne la libertà, e non si faceva guidare da esso, ma era lui piuttosto a fargli da guida, poiché non cercava di conseguire il potere con mezzi impropri, e dunque non era costretto a parlare per far piacere al suo uditorio.
Il suo potere si fondava sull’alta considerazione di cui godeva, tanto che poteva contrastare le vedute degli altri cittadini anche andando incontro a reazioni irate.
Così, quando vedeva gli Ateniesi inopportunamente audaci per tracotanza, li colpiva con le sue parole, portandoli allo sgomento, per ricondurli poi a uno stato d’animo di rinnovato coraggio se li vedeva preda di una paura irrazionale”.
(Tucidide, La guerra del Peloponneso, II, 65, 8-9)
Matteo Nucci è nato a Roma nel 1970. Ha pubblicato con Ponte alle Grazie i romanzi Sono comuni le cose degli amici (2009, finalista al Premio Strega), Il toro non sbaglia mai (2011), È giusto obbedire alla notte (2017, finalista al Premio Strega), e il saggio narrativo L’abisso di Eros (2018). Con Einaudi ha pubblicato traduzione e commento del Simposio di Platone (2009) e i saggi narrativi Le lacrime degli eroi (2013), Achille e Odisseo (2020), Il grido di Pan (2023). Per HarperCollins sono usciti il romanzo Sono difficili le cose belle (2022) e il saggio narrativo Sognava i leoni. L’eroismo fragile di Ernest Hemingway (2024). I suoi racconti sono apparsi in riviste, antologie e ebook (come Mai, Ponte alle Grazie 2014), mentre i reportage di viaggio e le cronache letterarie escono su La Stampa e L’Espresso. Cura un sito di cultura taurina: www.uominietori.it

si, bravo, hai fatto i compiti, ma sti cazzi?
“Sti cazzi” di Pericle? Se questo è il livello dei commenti, ceci explique celà.
l’unico italiano che nel millennio si è avvicinato al modello di pericle è stato monti.
visto che cottarelli ormai è bruciato, sarà mai il caso di lanciare un opa per draghi?
Sappiamo che Pericle viene giudicato, da alcuni storiografi, un populista, poiché condusse i cittadini alla partecipazione politica in cambio di denaro, proponendo questa riforma come un’apertura democratica. E chi otteneva una paga, forse, non aveva tanta intenzione di non appoggiare le proposte dello stratega…Ma quello che mi colpisce di più – e spesso, per questo suo doppio atteggiamento, l’ho definito, con un certo sarcasmo, il primo politico della storia – è che, di fatto, mentre convince gli ateniesi di coinvolgerli alla partecipazione, introduce, contemporaneamente, una restrizione alla partecipazione assembleare – dimmi tu, Matteo, se non erro – a chi aveva padre e madre ateniese: favorisce contemporaneamente l’aristocrazia, insomma. Qui, certamente, il parallelo ci sta, ma non solo con il presente recente, con una tendenza… in Italia e non solo: si tratta di rafforzare le oligarchie convincendo di andare incontro alle esigenze popolari. Certo, da sempre la politica è fatta di mediazione, di ricerca di un punto medio, di un accordo… e la democrazia – per la cui origine si rimanda allo stesso Pericle – è per definizione imperfetta e difficile da organizzare. Volendo commentare ancora, però, aggiungerei che la vicenda di Pericle risulta emblematica, soprattutto per come inaspettatamente si conclude… con la peste. La Storia ha una sua lenta evoluzione autonoma ed ha le sue proprie leggi che possono insegnarci molto ( si spera ). Credo di poter dire che non dobbiamo alimentare la sfiducia. Che ne pensi?
Piantatela coi vostri se pur colti esercizi verbali. La situazione che stiamo vivendo è drammatica. Se alle parole propagandistiche seguiranno i fatti, saranno davvero dolori…