L’orologio, di Carlo Levi, si può considerare il libro sull’inizio della Repubblica, in odor di tradimento già al momento della nascita. Invitiamo a leggere Carlo Levi. E riportiamo qui un brevissimo brano del libro in questione, proprio mentre la Terza Repubblica si staglia ancora informe di là da un piccolo orizzonte.
di Carlo Levi
Roma significava tutti gli aspetti negativi di un mondo falso e fallito: con quel nome si poteva intendere il centralismo, la burocrazia inetta e parassita, il nazionalismo, il fascismo, l’impero, la borghesia, la monarchia, il clericalismo, e anche i comuni difetti, la mancanza di coraggio e di iniziativa, il cinismo, l’indifferenza e il fanatismo, la paura della libertà. Tutti i mali propri e i mali altrui si esprimevano insieme in quel nome: nell’odio si sentivano fratelli. Ma, in un certo periodo, esso aveva significato una volontà positiva, una cosa vera.
In verità i partiti non esistevano più, o non esistevano ancora. Ma a Roma essi continuavano ad esistere, erano anzi la sola realtà, la sola cosa che importasse, di fronte alla quale ogni altra cosa non aveva interesse e doveva essere sacrificata. Nulla doveva essere fatto prima che i partiti fossero così forti da determinare ogni cosa.
Nicola Lagioia (Bari 1973), ha pubblicato i romanzi Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi) (vincitore Premio lo Straniero), Occidente per principianti (vincitore premio Scanno, finalista premio Napoli), Riportando tutto a casa (vincitore premio Viareggio-Rčpaci, vincitore premio Vittorini, vincitore premio Volponi, vincitore premio SIAE-Sindacato scrittori) e La ferocia (vincitore del Premio Mondello e del Premio Strega 2015). È una delle voci di Pagina 3, la rassegna stampa culturale di Radio3. Nel 2016 è stato nominato direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino.


Puntuale come un orologio svizzero, questo pezzo, questo monito per tutti noi inermi davanti ai traffici “troppo importanti” dei partiti e delle loro cortigiane schiere.
Cosa fare?Come mollarli e investire sui nostri sentimenti e le nostre capacità? intellettuali, filosofi e letterati contemporanei, dichiarate qualcosa, vi prego.
Mai letto una descrizione piu’ esatta del carattere degli italiani moderni.
La piccolezza e la grandezza di un popolo che attende ancora il proprio riscatto morale.