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Apolide è la raccolta di poesie di Mary Barbara Tolusso da poco uscita per Lo Specchio Mondadori, un libro che riunisce liriche pubblicate negli ultimi venti anni e inediti. Tolusso è giornalista, autrice di due romanzi, L’imbalsamatrice e L’esercizio del distacco, e poeta. In due decenni di produzione, in senso ampio, dai quotidiani ai libri, l’attenzione che ha creato attorno al rigore della sua parola scritta è sempre molto alto e direi inquieto: perché l’evoluzione della sua scrittura ha visto trasformazioni e cambiamenti, riflessioni e confronti.
Apolide, raccogliendo appunto editi e inediti, è la conferma della costante osservazione che Tolusso fa della realtà, una osservazione talvolta ossessiva: l’occhio della poeta entra nelle case, tra le pareti proprie e degli altri – scavalcando muri, recinti, spostando i confini su ciò che sia lecito guardare, fino a che punto si possa guardare e scriverne – a caccia di fessure, delle crepe del quotidiano dove Tolusso può scardinare l’apparente e metterlo in poesia: perché lei è una poeta del quotidiano, delle tracce, della realtà.
Con una parola apparentemente mite, pacata, viviseziona così il manifestarsi dell’umano, analizza la perfezione visibile, spacca l’apparenza esibita per restituire all’esistenza, in poesia, la grazia sincopata del reale.

Passo di stanza in stanza
chiedendomi dove sono finiti
gli slip dell’anno scorso.
Mangio uno yogurt mentre alla radio
danno l’ouverture di Bach.
Tutti sappiamo più di quello che fingiamo di sapere
e vorremo vivere a Malibu con il culo al caldo.
Per ora ascolto un’orchestra sinfonica
che è più di quanto si possa sperare.
Nel giardino di fronte
la famiglia cuore
cerca i pezzi della piscina smontabile
e accende il barbecue per riempire il cielo di maiale arrosto.
Anche loro non trovano qualcosa ma hanno
tutte le mutande al loro posto.
È un quadro orribile
ma è una storia bellissima.

Il titolo della raccolta, Apolide, che rimanda a una assenza di radici, a una ricerca di identità, a una fluidità esistenziale tra genere e spazio, è invero anche molto radicata ai luoghi, alle città, agli interni delle case, tra le pareti: molto citata è Trieste, città dove Tolusso vive, e Milano, dove risiede spesso, e le case, gli interni spesso con affacci, finestre, su altro pezzo di mondo da osservare. Anche il corpo ha una precisa collocazione in tutti i suoi versi, un corpo “pelle carcassa”, “mentre il tuo corpo ti tradisce”, il corpo incorniciato, i “corpi destinati al massacro”; così come la parte più esteriore del corpo, la pelle, sembra spesso rivestire i versi, infilandosi tra le righe quasi a proteggere la parola. La lingua, la parola, il linguaggio, strumenti di comunicazione che qui si fanno significante e significato, parole per dirlo e parole con cui dirlo: tentativi di raggiungere il vero tra le pieghe, e le piaghe, dell’ostentato, tentativi di scalfire il patinato per ribaltare in poesia ciò che sta sotto la lente di ingrandimento. È un lavoro faticoso questo, spesso la parola manca, “è assenza”, ma la parola è restituzione e così deve essere.
Il lavoro che Mary B. fa in poesia, e in una certa misura anche in prosa, nelle sue evoluzioni stilistiche, parrebbe quello dell’antica arte giapponese del Kintsugi secondo la quale aggiustare e restaurare, con polvere di oro, la ceramica rotta valorizza l’oggetto. Mary B. frantuma l’oggetto osservato, con uno sguardo spietato talvolta sulle cose, ne fa frammenti, lo destruttura, per poi usare al polvere d’oro della sua poesia per ricostruirlo e mostrarcelo, come a dirci di guardare bene che “la verità è una cosa indecente” ma piena di poesia.

Ho incorniciato il tuo corpo. Il tuo corpo
in cornice con la tua faccia austera. La mia tasca destra,
quella del soprabito nero, ha serbato gli scontrini del negozio,

quello dei gatti e due vecchie sigarette
rubate alla tua bocca e sai, la cosa oscena,
è la parola che manca.
Seguono una serie
di tradimenti. Adolescenza addio. Non cercarmi.

 

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a.toscano@minima.it

Anna Toscano vive a Venezia, insegna presso l’Università Ca’ Foscari e collabora con altre università. Un’ampia parte del suo lavoro è dedicato allo studio di autrici donne, da cui nascono articoli, libri, incontri, spettacoli, corsi, conferenze, curatele, tra cui Il calendario non mi segue. Goliarda Sapienza e Con amore e con amicizia, Lisetta Carmi, Electa 2023 e le antologie Chiamami col mio nome. Antologia poetica di donne vol. I e vol. II. Molto l’impegno per la sua città, sia partecipando a trasmissioni radio e tv, sia attraverso la scrittura e la fotografia, ultimi: 111 luoghi di Venezia che devi proprio scoprire, con G. Montieri, 2023 e in The Passenger Venezia, 2023. Fa parte del direttivo della Società Italiana delle Letterate e del direttivo scientifico di Balthazar Journal; molte collaborazioni con testate e riviste, tra le altre minima&moralia, Doppiozero, Leggendaria, Artribune, Il Sole24 Ore. La sua sesta e ultima raccolta di poesie è Al buffet con la morte, 2018; liriche, racconti e saggi sono rintracciabili in riviste e antologie. Suoi scatti fotografici sono apparsi in guide, giornali, manifesti, copertine di libri, mostre personali e collettive. Varie le esperienze radiofoniche e teatrali. www.annatoscano.eu

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