Pubblichiamo due poesie tratte dalla raccolta di Gianni Montieri Ampi margini, uscita per LiberAria. Ringraziamo editore e autore.

da (Sud) In caso di morte:

Gli spararono in faccia
che tutti sapessero, che tutti ricordassero
la sera stessa in piazza
commenti da stupidi ventenni
stabilivamo con una birra in mano
il grado di importanza di una morte
(chi lo conosceva, quanti colpi
se c’era tanto sangue, quanta polizia)
qualcuno stava zitto, qualcuno parlava
pochi minuti per tornare all’ordinario:
la biondina in jeans tagliati a chi la dava
il centravanti squalificato, il motorino truccato.

***

C’erano ampi margini, confini,
scatti da fare sul fondo, e l’erba
tagliata male. Crossare al centro.
Uno a saltare di testa, potevamo
crescere, raddoppiare in difesa.
Poi cosa è successo? Uno ha preso
un treno, uno è saltato di testa
o per aria. Alcuni sono rimasti
all’intervallo e non si rivestono
un altro ha ancora su la maglia
aspetta il lancio in verticale,
la svolta, ma non ci sono piedi
buoni, né arbitro, guardalinee,
non c’è pubblico, non c’è tribuna
solo il replay di un fuorigioco
fischiato da nessuno.

***

Donald Barthelme a piazza del Plebiscito

La statua di cristallo liquido, di vetro fuso
si muove verso il lato destro della piazza
il palazzo reale prova a piegarsi sull’acqua
un lampione colorato si flette e lo tira su

l’uomo non risponde, è svenuto, perduto,
l’ambulanza viene da dietro, dal San Carlo,
il medico è tranquillo, fa segni come “ok”
uno con la divisa blu li sposta tutti quanti

come in un cerchio magico – che si apre
nel cerchio della piazza – vedo lo scrittore
steso e da morto so che non è il suo tempo
poi uno scooter balza fuori dalla metropolitana.

 

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